Ottime notizie da Bruxelles. Lettera alla Regione: cambiate strada

Quando la politica recupera il suo ruolo, tutto può accadere.
Anche che chi ha fallito ne risponda e che si cambi strada.

Nei due incontri avuti dal Coordinamento Unitario negli anni scorsi (ambedue procurati dall’Euro Parlamentare Piernicola Pedicini) con i funzionari della Commissione Europea, la risposta era sempre stata, più o meno, la stessa: “L’Europa non è competente. L’Europa fa i provvedimenti, poi gli Stati Nazionali decidono”. La più classica delle risposte nel linguaggio dello “Scarica Barile” che, evidentemente, non difetta fra i funzionari di Bruxelles come fra i nostri italiani.

Oggi nella Sala di Bruxelles in cui l’Avv. Francesco Di Tella si è rivolto con il suo appello (vedi l’allegato) direttamente ai Parlamentari eletti dai cittadini, è accaduto qualcosa di diverso: la politica ha cominciato a dare le risposte.

Nonostante che il funzionario intervenuto a nome della Commissione Europea (Laslo Kuster, funzionaro della Unità Salute Animale della Commissione) abbia ripetuto il cliché sostenendo che “La Commissione non può intervenire nelle questioni tecniche e scientifiche,  la Commissione fa i Regolamenti ma le Regioni e gli Stati li gestiscono”, arrivando a dichiararsi contrario alla “raccolta delle firme con la Petizione”, i Parlamentari, all’unanimità, hanno deciso il contrario.

Dunque la Petizione può cominciare a dispiegarsi come grande strumento di coinvolgimento popolare e può legittimamente sollecitare i cittadini a esprimersi su cosa pensino dello “scandalo assurdo dell’inutile massacro delle bufale casertane” (come lo ha chiamato in aula l’on.le Piernicola Pedicini) che ha sottolineato non solo l’enorme spreco di risorse pubbliche europee per non risolvere i problemi ma, anche, che “quello che sta accadendo in Campania va in diretto contrasto con le scelte europee non solo in materia sanitaria ma anche di sviluppo. Mentre l’Europa punta a favorire occupazione e sviluppo in aree come quelle del Sud Italia investendo in Misure e Piani, in Campania si utilizzano le risorse pubbliche per distruggere un comparto e creare disoccupazione e arretramento in una intera Provincia, quella di Caserta”

“La Petizione sarà una grande occasione di controinformazione ma anche per accendere i riflettori su quanto sta accadendo. E’ nel silenzio e nella disattenzione che finora si è consumato il disastro e, dunque, nel convincimento che nessuno si sarebbe interessato di quanto sta accadendo. Il Coordinamento con la sua iniziativa sta dimostrando che, al contrario, ogni volta che si riesce a fare chiarezza i cittadini pesano nelle scelte. La campagna per la raccolta delle firme sarà uno strumento in più per coinvolgere e far esprimere” hanno sottolineato Adriano Noviello e Pasquale D’Agostino.

Il valore della giornata non è solo in questa decisione ma in un passaggio che il Coordinamento sottolinea: su proposta dell’Europarlamentare  Tedesco Peter Jahr (Democratici Cristiani – Gruppo del Partito Popolare Europeo) e con la firma congiunta dei parlamentari italiani Piernicola Pedicini e Rosa D’Amato, è stata proposta alla Commissione Peti di impegnare la Commissione Europea a inviare una nota scritta alla Regione Campania ed al Governo Italiano riportando il giudizio fortemente negativo sul Piano e la delibera 104/20 e richiamandoli a reimpostare le azioni sulla base della Direttiva Europea 689/20 e i regolamenti comunitari.

La Commissione Peti ha fatto propria la decisione dando un messaggio chiaro: “Altro che la Commissione Europea non può intervenire! Un fallimento è un fallimento e l’Europa non può che intervenire”. E’ toccato alla Europarlamentare Rosa D’Amato sottolineare fino a dove: fino a mettere in campo una procedura di infrazione nei confronti della Regione Campania e lo Stato Italiano perchè “se dopo i molti richiami già fatti dalla Commissione, dopo le raccomandazioni di applicare le vaccinazioni e l’autocontrollo sempre ignorate, dopo i numeri che certificano i risultati fallimentari, allora bisogna andare fino in fondo per riportare la corretta gestione delle istituzioni in quel territorio”.

Nella Conferenza Stampa che è seguita organizzata dall’Europarlamentare Piernicola Pedicini, che ha sottolineato l’importanza di sostenere la mobilitazione degli allevatori meridionali, la delegazione del Coordinamento con Francesco Di Tella, Adriano Noviello e Pasquale D’Agostino hanno potuto interloquire con i giornalisti. Fra le domande fatte dai giornalisti ve ne è una la cui risposta (che pure è stata data in Conferenza dall’on.le Pedicini e dai componenti il Coordinamento) è a base dello spirito della petizione. Una giornalista ha chiesto: “Io seguo le vicende della Brucellosi da almeno il 2015, ricordo le operazioni dei carabinieri, le azioni della magistratura contro le infiltrazioni delinquenziali, come è possibile che in tutto questo tempo non si siano risolti i problemi?”.

Il Coordinamento risponde per bocca del suo portavoce: “Quando fra il 2007 e il 2011 la Brucella in Provincia di Caserta fu portata dal 17% allo 0,8% fu grazie ad un Piano attuato su basi scientifiche rispettose degli ordinamenti comunitari e del dibattito internazionale. Poi, dal 2015 in poi, la vicenda è stata ridotta a questioni di allevatori camorristi e veterinari disonesti (come ha dichiarato il Presidente De Luca). La risposta, invece che essere improntata a criteri scientifici condivisi, alla condivisione col territorio e gli allevatori, alla prevenzione, è diventata una vicenda di polizia e le soluzioni imposte Manu Militari con i veterinari precettati nelle file della macchina della macellazione. Per questo il Piano è fallito: perchè di scientifico ha poco ma assomiglia di più a un film western con i buoni contro i cattivi. E la brucella se la ride, mentre chiudono le aziende e gli animali sono massacrati inutilmente e in tanti ingrassano.”

“Ringraziamo l’Europarlamentare Pedicini e il suo staff per il lavoro fatto. Con la giornata di oggi, facciamo un passo avanti significativo nel cammino che stiamo compiendo per chiedere alla politica di assumere la responsabilità delle scelte come vuole una democrazia matura. Oggi gli Europarlamentari hanno dato un ulteriore importante segnale. Nel mentre attendiamo che la Commissione di Indagine al Senato sviluppi il proprio lavoro, ci chiediamo per quanto tempo ancora la Regione Campania, che ha la maggiore responsabilità, continuerà a nascondersi dietro la nomina a Commissario di un Generale che non ha alcun potere se non quello di creare confusione e fare da paravento e al parere interessato di tecnici che hanno fallito?” Dichiara Gianni Fabbris, chiedendo “Cosa aspetta la Regione Campania e quanti ancora la stanno sostenendo a capire che è l’ora di ritirare le deleghe alla task force e di sedersi con gli allevatori per trovare una soluzione?”


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