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Aderisci al Coordinamento Unitario Difesa Patrimonio Bufalino

Info per aderire e partecipare

Cosa è il Coordinamento Unitario
Difesa del Patrimonio Bufalino?

È uno spazio aperto senza preclusioni politiche (se non quelle dettate dalla Costituzione italiana). Uno spazio di lavoro, confronto, organizzazione e un laboratorio di progettazione sociale per scingiurare l’inutile e irresponsabile massacro delle mandrie di bufale, la chiusura delle aziende e la compromissione irreparabile di quel grande patrimonio storico, sociale, culturale, ambientale ed economico che è l’Allevamento Bufalino e il ciclo di trasformazione, distribuzione e consumo della mozzarella e dwegli altri prodotti connessi.
Il Coordinamento Unitario è un soggetto autonomo fondato sull’alleanza fra gli allevatori e tutti gli altri soggetti della filiera, fra gli uomini e le donne delle istituzioni, dell’associazionismo, dell’impegno civile e democratico che operano e vivono nel territorio dell’area DOP o che, vivendo e operando fuori dall’area, scelgono di partecipare delle iniziative per la difesa di questo grande patrimonio.
Il Coordinamento unitario promuove la partecipazione di uomini e donne della scienza, della ricerca e delle istituzioni, della cultura a fianco di chi lavora la terra, alleva gli animali e produce il cibo secondo i principi della Sovranità Alimentare e della autonomia.

Quali sono i suoi obiettivi?
Nel medio, lungo periodo il Coordinamento, sulla base delle diverse proposte avanzate dalle associazioni che lo compongono, intende mettere in campo una piattaforma ed un progetto per tutelare e rilanciare il ruolo e la funzione del comparto bufalino e della sua filiera.
Perchà questo sia possibile, occorre interrompere l’irresponsabile gestione del piano antibrucella e anti tbc che sta compromettendo ll mantenimento delle attività dei piccoli medi allevatori, dei trasformatori artigianale e dei distributori.

Nell’immediato il Coordinamento punta a mettere in campo una forte mobilitazione con 5 obiettivi

1) Alla Regione Campania:

– richiesta di apertura del confronto con i sottoscrittori sulla base dei documenti elaborati dalle associazioni unificati dalla comune proposta di assumere come base il piano di vaccinazione contro la brucella e finalizzati ad un piano di rilancio e tutela della filiera bufalina (allevatori, trasformatori artigianali, trasportatori e distributori non industriali) contro la speculazione finanziaria

– il confronto con la Regione Campania è subordinato a due condizioni pregiudiziali: la Regione deve chiarire le circostanze del fallimento del piano anti brucella e anti tbc fin qui gestito per come si è evidenziato dai numeri emersi a seguito delle indagini della magistratura e deve rimuovere dall’incarico i dirigenti che lo hanno gestito a iniziare, fra gli altri, dal Dott. Antonio Limone e dal Dott. Paolo Sarnelli.

2) Al Ministero della Salute

– ricondurre l’inziativa di tutela sanitaria alla rigorosa applicazione delle norme Europee e dei protocolli Oie.

3) Al Ministero dell’Agricoltura:

– richiesta al Ministro dell’Agricoltura di aprire urgentemente un tavolo di confronto per valutare come affrontare e varare un piano di tutela e rilancio della seconda DOP nazionale, tanto strategica per il Made in Italy e per tutto l’agroalimentare del Mezzogiorno superando l’unico approccio sanitario per la salute umana che si dimostra sempre più strumentale (continuiamo a non avere un solo caso accertato di infezione umana derivante da brucellosi bufalina mentre si sono massacrati oltre centomila animali provocando la chiusura di trecento aziende)

4) Al Parlamento nazionale:

– il Parlamento apra una commissione di inchiesta per accertare quanto sta accadendo in provincia di Caserta e chieda conto alla Regione Campania dei risultati della gestione del suo piano

5) Alla Commissione Europea:

– la Commissione Europea sospenda l’esame dell’annunciato Piano di gestione delle zoonosi bufaline proposto dalla Regione Campania se, prima, non vengono chiarite le circostanze emerse dalle attività della magistratura e denunciate dalle associazioni degli allevatori

Chi può aderire?
Chiunque (a titolo individuale o in nome di un soggetto istituzionale o sociale) condivida gli obiettivi posti dal documento costitutivo sottoscritto dai rappresentanti delle 5 associazioni proponenti e, liberamente, opera per contribuire ad arricchire lo spazio comune

Perchè aderire?
Per partecipare della costruzione di uno spazio plurale e comune libero da condizionamenti e da compromissioni e contribuire, così, a dare vita ad una vertenza generale in difesa del territorio, del Patrimonio Bufalino, delle Comunità.

Come partecipare?
Inviando una mail a salviamolebufale@altragricoltura.net verrete contatti e vi verranno inviate le proposte organizzative (gruppi di lavoro dedicati, spazi di confronto, campagne e azioni di iniziativa, news informative) per partecipare attivamente.

Chi sono le organizzazioni e associazioni proponenti e come operano?
Le 5 associazioni proponenti e firmatarie il documento fondativo sono realtà sociali diverse attive da tempo nella difesa del territorio e degli allevatori casertani e campani. Insieme organizzano ed associano già oggi la maggioranza degli allevatori e delle aziende della provincia di Caserta.
Altragricoltura è un movimento organizzato nazionale degli agricoltori italiani che si battono per la Sovranità Alimentare e l’Agroecologia essendo, essendone, anche, organizzazione di rappresentanza sindacale.
Le 5 realtà sociali si confrontano nel lavoro in un processo assolutamente paritario aperto a quanti altri, sottoscrivendo il documento, si aggiungeranno. Le decisioni vengono assunte sulla base del consenso e del principio della massima condivisione delle proposte

Per aderire, invia una mail di adesione al documento a questo indirizzo di posta: salviamolebufale@altragricoltura.net,
ti verrà inviata una mail che potrai comporre inviandoci le informazioni utili a valorizzare al massimo la tua partecipazione.

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