Si è tenuta il 29 giugno fra le ore 21 e le ore 22,30 la Riunione convocata dalla Federazione degli Agricoltori e dei Contadini, istanza federale del sistema di Altragricoltura CSSA.
All’incontro, coordinato dal segretario nazionale della Federazione degli Agricoltori e Contadini, Angelo Distefano, hanno partecipato, fra gli altri, Giuseppe Di Niola della Presidenza della Federazione e diversi produttori di alcune aree di coltivazione del Paese; in particolare, dell’Emilia Romagna, del Lazio, del Foggiano, del Casertano e della Sicilia.
L’incontro ha avuto due focus centrali: la ricognizione della situazione della campagna di produzione del pomodoro da industria e di quello da mensa (fresco) e il confronto sulla proposta di dare vita ad un lavoro stabile e permanente su uno dei settori strategici del nostro agroalimentare all’interno del processo Costituente della Confederazione Sindacale per la Sovranità Alimentare (Altragricoltura CSSA).
Sono fra 7 e 8 mila le imprese impegnate nella produzione di pomodoro per un valore di circa 5 miliardi di euro di fatturato. La produzione italiana di pomodoro da mensa supera le 800.000 tonnellate annue, per un valore di quasi 1,46 miliardi di euro. Il settore si estende su oltre 25.000 ettari, suddivisi tra coltivazioni in pieno campo e coltura protetta, con la Sicilia che da sola copre oltre il 40% dell’intera produzione nazionale. 75.000 gli ettari coltivati per il pomodoro da industria e e una produzione che supera i 5,5 milioni di tonnellate annue.
Numeri che fanno dell’Italia il secondo produttore al Mondo per il pomodoro da industria e il primo produttore in Europa per il Pomodoro da mensa ma che continuano a non essere elemento di garanzia di stabilità per gli agricoltori e i trasformatori artigianali come dimostra la campagna del pomodoro da industria del 2026,
I due contratti d’area sottoscritti per il 2026 segnalano tutti i rischi: prezzi al campo contrattati in flessione per il terzo anno nonostante continuino ad aumentare i costi produttivi stimati per quest’anno in circa +8% sull’anno scorso. Incidono gli aumenti del gasolio (per un settore fortemente meccanizzato è un vero salasso), degli input (l’urea è letteralmente raddoppiata) e dei servizi; soprattutto, però, le modalità con cui si p arrivati a stipulare i contratti sono indicativi di grandi problemi strutturali e congiunturali che si addensano sul settore nei prossimi anni e che, già quest’anno, potrebbero segnare in alcune aree condizioni di crisi per molte imprese.
Se il contratto per il Nord Italia è stato sottoscritto a marzo quando ormai si era già alla fase della messa a dimora delle piantine in campo, quello per il Centrosud Italia è arrivato a metà giugno. Impossibile per gli agricoltori programmare la stagione agraria valutando per tempo se mettere in produzione o meno i campi.
Il risultato per diverse aree del Paese è l’anarchia delle dinamiche produttive che hanno portato, generalmente e in diversi territori, anche grazie ad una congiuntura al momento apparentemente favorevole dal punto di vista climatico, una estensione incontrollata delle superfici , Valga per tutti il caso del Casertano dove, al momento, le superfici coltivate a pomodoro da industria passano da 4.000 HA a circa 10.000 con la previsione di una sovrapproduzione molto forte rispetto alle possibilità delle industria di trasformazione di rilevare il prodotto.
Rischi questi legati ad una serie di nodi irrisolti (uso delle risorse, organizzazione delle filiere, qualità delle produzioni) che continuano a vedere la parte dei produttori agricoli sempre più subalterni e sempre più senza supporti reali in grado di sostenerne le scelte nonostante che il settore possa accedere a strumenti avanzati come la contrattazione Interprofessionale.
È in questo quadro che nasce la Rete dei Produttori di Pomodoro di Altragricoltura con alcuni primi obiettivi:
- monitorare e socializzare la situazione delle filiere del pomodoro mettendo in relazione i produttori di diverse aree del Paese per condividere informazioni, proposte, iniziative sia in merito ai contratti, che alle produzioni, che alla commercializzazione
- partecipare insieme agli altri agricoltori produttori di ortofrutta della costruzione della Consulta degli Ortofrutticoltori dentro la Federazione degli Agricoltori e dei Contadini, istanza federale della Confederazione Sindacale per la Sovranità Alimentare ed esercitare la rappresentanza nei luoghi istituzionali sia regionali che nazionali e nelle sedi sociali ed economiche utili
- sviluppare insieme alla CNA Agroalimentare e dentro il Progetto UNIAPA (l’UNione degli Agricoltori, dei pescatori e degli artigiani) progetti di filiera equilibrati che tengano insieme le piccole e medie imprese sia del fresco che del pomodoro da industria con i trasformatori artigianali e il piccolo/medio commercio
- progettare processi produttivi, commerciali e aggregativi che rimettano al centro il valore della produzione delle piccole e medie imprese, il lavoro, la qualità delle produzioni territoriali anche coinvolgendo i cittadini fruitori in processi attivi
Angelo Distefano annuncia la messa in campo di primi supporti strumenti di rete per il Gruppo di lavoro che si costituisce per cui sarà convocata entro dieci giorni un ulteriore incontrio allargandolo ad altri produttori.
Gianni Fabbris, segretario nazionale di Altragricoltura, a nome della Direzione Nazionale augura buon lavoro al gruppo dei produttori di pomodoro e assicura la messa in campo di strumenti e supporti come quelli già predisposti dall’Osservatorio del Centro di Documentazione Perlaterra che sta già predisponendo materiali utili per documentare monitorare la situazione
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