L’11 settembre di 25 anni fa avevamo già chiaro cosa fare. Sono arrivati 25 anni di guerre e resistenze

L’11 settembre del 2001 a Roma si teneva la Festa Nazionale di Liberazione a Castel Sant’Angelo che poneva grande attenzione alla straordinaria fase aperta dal Movimento di Genova (che a Luglio aveva messo in campo con le sue tre giornate la mobilitazione contro il G8) e dal Movimento di critica e alternativa alla Globalizzazione dei mercati.

Di quel movimento e di quella stagione il protagonismo del movimento contadino che rompeva le liturgie e gli schemi imposti dalla ideologia della “competizione sul mercato” era uno degli elementi di novità in tanta parte del mondo anche per la capacità dei diversi movimenti ed esperienze contadine di fare sintesi sull’analisi, sulle proposte e sugli obiettivi proponendo la Sovranità Alimentare come base non solo per difendere e rilanciare gli interessi di chi lavora nella terra e nel mare ma, affermando il diritto dei popoli alla determinazione, per far valere gli interessi di tutta la società.

In questo quadro il percorso del Foro Contadino Altragricoltura era la novità italiana su cui si stava dipanando il percorso che avrebbe portato alla nascita ed allo sviluppo del progetto di Altragricoltura.

L’11 settembre 2001 nell’agenda della Festa era previsto per il pomeriggio un evento pubblico per discutere della proposta della Sovranità Alimentare e, in particolare, per presentare in Italia il documento che era stato adottato a L’Havana a Cuba qualche giorno prima in un grande evento in cui i movimenti contadini e sociali si erano trovati per affrontare insieme le proposte e la strategia da mettere in campo.

Oltre 400 delegati e una serie di invitati e osservatori da tutto il mondo si erano ritrovati fra il 3 e il 7 settembre al Centro dei Congressi de L’Havana su convocazione della Organizzazione dei Contadini e dei Pescatori Artigianali Cubana e di altre organizzazioni sociali fra cui Via Campesina.

Quattro giorni di lavoro che misero in campo un documento “maturo” prodotto da una galassia di realtà che sapeva “unificarsi e che proponeva a tutta la società processi e percorsi di unità, di riforma e di cambiamento”. Un documento che a rileggerlo ora (25 anni dopo) testimonia di quanto fosse chiara la consapevolezza della crisi e di come i movimenti contadini e i loro alleati fossero stati capaci già allora di prefigurare un percorso per superarla.

A questo evento a Cuba aveva partecipato Gianni Fabbris a nome del Foro Contadino Altragricoltura tornando con un bagaglio forte e articolato di proposte che, fra l’altro, sarebbero state poste a fondamento del Forum che si sarebbe tenuto a Dicembre a Roma in occasione del Vertice della FAO per cui Altragricoltura avrebbe lavorato al supporto organizzativo negli spazi dell’ex Mattatoio.

Quel giorno dell’11 settembre all’Evento nella Festa di Liberazione, Fabbris avrebbe dovuto presentare il documento con la dichiarazione finale del Forum.

La notizia di quello che stava accadendo a New York in quelle ore con l’attacco arrivò come una bomba subito prima e durante l’evento …… e cambiò le carte in tavola di quella discussione come sarebbero state cambiate le carte in tavola degli scenari geopolitici, internazionali e regionali nei decenni successivi.

Gennaro Migliore, che sarebbe diventato qualche anno dopo parlamentare e sottosegretario e che avrebbe dovuto moderare la discussione, ovviamente, trasformò quell’appuntamento da una occasione per parlare di futuro, di riforme e di progetti a un drammatico tentativo di capire cosa stesse accadendo mentre arrivavano le notizie più disparate e apparentemente incredibili.

Il cambio di quell’evento era la metafora di cosa stava accadendo e di come la guerra stava imponendo la sua agenda. In realtà si apriva una fase nuova; una fase che avrebbe costretto tutti noi a fare i conti con mutazioni drammatiche nazionali e internazionali in cui con la guerra (economica, sociale e finanziaria) i nuovi poteri si stanno riorganizzando nel mondo. Da quel momento la battaglia per la democrazia e la giustizia sociale e ambientale sarebbe stata profondamente e inevitabilmente legata a quella contro la guerra.

Già due mesi dopo (il 10 novembre 2001) il movimento dei Social Forum, che organizzò una forte presenza negli spazi dell’Ex Mattatoio con un Forum Sociale durante i giorni del vertice della FAO di Roma, ebbe la prima occasione di cosa avrebbe significato l’intreccio fra le questioni sociali. la critica alla globalizzazione e l’opposizione alla guerra, Durante i giorni del Forum il movimento convocò una manifestazione contro l’intervento militare in Afghanistan che veniva presentato come la risposta all’attacco alle Torri Gemelle.

Non solo fu un grande risultato quello del Forum per la Sovranità Alimentare (di cui il CentroDoc PerlaTerra sta riorganizzando i documenti e i materiali) che si tenne sulla base del documento de L’Havana ma la stessa manifestazione contro la guerra del 10 novembre segnò una grande risposta: almeno 120.000 persone vi parteciparono concludendo con molti partecipanti internazionali impegnati nel Forum a Bocca della Verità. Era segnato il campo del confronto: non può esserci giustizia per i contadini fuori da una società socialmente giusta e democratica e senza la guerra.

Venticinque anni dopo, mentre drammaticamente dobbiamo fare i conti con uno scenario in cui la guerra diventa sempre più uno strumento per imporre le crisi), traduciamo e pubblichiamo il documento de L’Havana del 2001 con la speranza che la sua lettura (cui invitiamo caldamente) possa testimoniare come ormai da tempo i movimenti contadini e di società che si battono per la Sovranità Alimentare abbiano chiari i compiti per contrastare la crisi e le guerre che tentano di imporle.

Vedi (o scarica) il documento di 7 pagine in pdf

1 commento

    • Antonio De Simone il 11 Settembre 2026 alle 19:37
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    11 settembre, una data che la storia riporta quotidianamente, questa feticcia data,porta con se il fallimento o un fermo di molte vertenze sociali. Non solo la sovranità alimentare, una serie di riforme agrarie in molti paesi del mondo non hanno avuto alcun compimento, infatti dopo 25 anni, discutiamo della sovranità alimentare e riforma agraria. Nessunoooo o quasi nessuno si è chesto se l’attacco alle torri gemelle fosse veramente stato fatto da militanti di al queda. Ho dei dubbi, non saranno stati gli stessi americani a creare quell’attacco? I motivi sono tanti, il principale è nell’affermazione della globalizzazione e del neoliberismo predatorio di tutte le conquiste sociali.

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