La Federazione Pescatori di Altragricoltura a Malta alla conferenza sulla pesca promossa da Governo maltese e CNA


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Una delegazione della Federazione dei Pescatori Artigianali del Mediterraneo e della Confederazione Altragricoltura ha partecipato fra il 23 e il 25 aprile 2026 a Malta ad una serie di incontri e di scambi sul tema della pesca del Mediterraneo organizzata dal Governo Maltese in collaborazione con la CNA Sicilia. Oltre a Gianni Fabbris, Segretario Confederale di Altragricoltura, hanno partecipato Angelo Natarelli (progetto Pescatori a Tavola) per il Gruppo Nazionale di Coordinamento della Federazione dei Pescatori Artigianali di Altragricoltura e un gruppo di pescatori siciliani in rappresentanza della Rete di Pescatori Artigianali: Pino Asaro e Matteo Mazzella (pescatori della marineria di Mazzara del Vallo); Giovanni Zizzo (pescatore della marineria di Messina); Samuele Caruso (pescatore della marineria di Riposto – Catania); Giansanto Maugeri (operatore della filiera ittica Catania).

Per quanto questo sia un periodo particolarmente delicato per le marinerie siciliane, che stanno proprio in questi giorni finalmente “uscendo a mare” dopo una fase di inclemenza del tempo e del mare (se pur su di loro pesano macigni pesantissimi come l’aumento vertiginoso dei costi dei carburanti e delle esche insieme agli effetti di scelte sbagliate e penalizzanti che li espongono alla concorrenza di marinerie extraeuropee o industriali sempre più aggressive), la presenza dei pescatori è stata un contributo prezioso perché ha fatto entrare nel confronto delle giornate la voce, le esperienze, le istanze e le richieste di operatori che hanno sottolineato come fin qui “sia proprio la loro voce a non essere stata ascoltata e le ha messe a confronto con quelle istituzionali e sindacali”.

Confronto sviluppato lungo tre giorni fecondi e ricchi che hanno ricercato il filo di un rapporto di alleanza fra le istituzioni di governo, i soggetti sociali, le imprese, i territori decisivo per disegnare un progetto sociale, economico e ambientale nuovo per il Mediterraneo.

Evento centrale e pubblico della tre giorni sono stati i lavori della Conferenza Internazionale “Malta–Sicily Fishermen Cooperation Conference – Common Seas, Common Future” che si è tenuta a a Siggiewi (Malta), presso il Limestone Heritage.

L’iniziativa ha riunito in tre workshop di approfondimento pescatori, cooperative, istituzioni e organizzazioni di Malta, insieme alla delegazione siciliana per affrontare in maniera congiunta le principali criticità della pesca nel Mediterraneo centrale, con particolare attenzione alla pesca artigianale.

Al centro dei lavori il dibattito e le testimoniane portate dai Tecnici e dirigenti del Ministero dell’Agricoltura e della Pesca, da ricercatori, dalla CNA Sicilia e da Altragricoltura ci sono stati la sostenibilità economica e sociale delle imprese della pesca, la gestione degli stock ittici e le prospettive di innovazione e cooperazione tra territori.

Rosanna Magnano, vicepresidente regionale CNA Sicilia, Tindaro Germanelli, responsabile CNA Agroalimentare Sicilia, Francesco Annino, presidente nazionale CNA Agricoltura, Gianni Fabbris, segretario nazionale di Altragricoltura CSSA, hanno sottolineato il contesto, il quadro e gli obiettivi dentro cui poter sviluppare un rapporto nuovo fra territori e comunità che condividono lo stesso spazio strategico nel Mediterraneo.

I dirigenti esperti dei diversi uffici e settori di lavoro del Dipartimento della Pesca del Governo Maltese hanno portato le loro esperienze, i loro progetti, le strategie e il frutto di un lavoro di relazione a sostegno delle marinerie maltesi che deve fare i conti con le scelte europee e con la pressione di marinerie extraeuropee.

Sul ruolo dell’Europa si è, inevitabilmente, soffermata una parte importante del confronto: “I pescatori siciliani e maltesi operano nel rispetto delle normative europee mentre altri Paesi che insistono sulla stessa area non vi si assoggettano. Questo genera una concorrenza non equilibrata che va affrontata a livello europeo. Le stesse regole dell’UE sembrano più pensate e tarate sugli standard dei Mari del Nord e dell’Oceano, standard che qui, nel Mediterraneo, rischiano di essere inefficaci se non addirittura dannosi sia per l’ambiente che per le economie”

Molti interventi hanno sottolineato come “serve una nuova visione e servono nuovi strumenti istituzionali e normativi orientati ad affrontare la realtà economica e sociale coniugando la tutela dell’ambiente, la capacità dei sistemi di reagire in maniera resiliente ai cambiamenti climatici mantenendo e potenziando il ruolo dei pescatori, il cui mantenimento è elemento strategico da cui ripartire, invertendo la dinamica al disarmo anche per assicurare ai cittadini consumatori un prodotto garantito da un approccio agroecologico”.

Servono anche una capacità di investire in informazione nei confronti dei cittadini consumatori sempre più esposti ad una “invasione” di prodotti (spesso allevati industrialmente in spregio del rispetto delle condizioni ambientali e di sicurezza) di cui non hanno consapevolezza con rischi crescenti di impatti negativi sulla stessa condizione del mare.

Il lavoro comune sviluppato in questi anni fra la CNA sicilia e le istituzioni maltesi può generare una straordinaria occasione utile a definirsi come un modello di riferimento più generale che coinvolga le intere istituzioni e le marinerie italiane. La Regione Sicilia è una Regione a Statuto Speciale e, usando adeguatamente la leva della sua autonomia, può determinare stimoli e indicazioni sempre più indispensabili a promuovere nei confronti dell’Europa un approccio che inverta la tendenza alla crisi del settore.

Se il dibattito fra il sindacato e le istituzioni governative ha trovato forti punti di condivisione e convergenza per integrare possibili azioni comuni, gli interventi dei pescatori hanno reso chiarissima la realtà: i problemi che che interessano i pescatori siciliani sono gli stessi dei pescatori maltesi, la crisi della pesca artigianale dell’area ha ragioni comuni e esiti pericolosamente simili; per questo occorre rafforzare i processi unitari, azioni comuni e un progetto che veda insieme le piccole e medie imprese della filiera ittica integrarsi in una visione dell’agroalimentare coerente cui lavorare insieme istituzioni e parti sociali.

“Il lavoro che si è sviluppato nella conferenza e negli incontri con le diverse realtà territoriali del settore a Malta” commenta Gianni Fabbris “ci dice che siamo sulla strada giusta. Il progetto UNIAPA (l’Unione degli Agricoltori , dei Pescatori e degli Artigiani) avviato insieme da Altragricoltura e dalla CNA Agroalimentare ci indica la via unitaria su cui riorganizzare le forze per sostenere un progetto nuovo con al centro i produttori capaci di far uscire il nostro agroalimentare da una crisi pesantissima. Un progetto che promuove una relazione nuova e utile con le istituzioni e una alleanza con i cittadini consumatori e che proprio in Sicilia, terra di una grande patrimonio di agricoltura, pesca e manipolazione del cibo, ha un banco di prova decisivo. Come Confederazione Altragricoltura ringraziamo sia la CNA Sicilia per il lavoro messo in campo, sia il gruppo dei pescatori che, in rappresentanza di diverse altre realtà, hanno contribuito al lavoro di questi giorni con la loro presenza importante. Ci predisponiamo a sviluppare il progetto della Federazione dei Pescatori Artigianali del Mediterraneo in Sicilia anche per contribuire ulteriormente allo sviluppo del progetto UNIAPA. Grazie proprio alla collaborazione fra CNA e Altragricoltura, il grido di allarme dei pescatori che abbiamo ascoltato con forza, può e deve trovare non solo l’ascolto ma anche la via delle soluzioni ad una crisi insopportabile”.

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