La consulta olivicola di Altragricoltura al lavoro. Primo: dichiarare lo stato di crisi

AL LAVORO LA CONSULTA OLIVICOLA DI ALTRAGRICOLTURA.
PRIMO: DICHIARARE SUBITO LO STATO DI CRISI PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL SETTORE

dichiarazione di Angelo Distefano (segretario della Fed.Agri.Co.
dopo la riunione della Consulta Olivicola di Altragricoltura

Altragricoltura è impegnata in questa fase nell’organizzazione i produttori settore per settore. Dopo la Rete dei Produttori del Pomodoro e quella degli Allevatori (convocatasi per affrontare l’emergenza devastante delle zoonosi ), martedi 28 luglio si è riunita la Consulta Olivicola, istanza organizzata della Federazione Agricoltori e Contadini. Un incontro di lavoro operativo e partecipato da coltivatori biologici e non, DOP, frantoiani ed esperti agronomici per trasformare la crisi dei campi e dei frantoi in una vertenza nazionale.
L’incontro, che, nella mia veste di Segretario della Federazione Agricoltori e Contadini, ho guidato insieme al Segretario Confederale Gianni Fabbris, ha visto la presenza qualificata di Francesca Petrini, olivicoltrice, frantoiana e Presidente Nazionale di CNA Agroalimentare, a suggello del valore del Progetto UNIAPA (l’Unione Agricoltori Pescatori e Artigiani prodotto dall’accordo fra CNA Agroalimentare e Altragricoltura CSSA) nell’unificare in un progetto comune chi coltiva la terra e chi trasforma il cibo con qualità.
Dal confronto è emersa la fotografia di un comparto delle piccole e medie imprese coltivatrici, dei trasformatori artigianali e del tessuto dei piccoli distributori impegnati nella filiera dell’olio in estrema difficoltà. Come Federazione abbiamo messo sul tavolo l’analisi delle cause e l’organizzazione immediata della risposta.
Il crollo di redditività degli ultimi cinque anni non è accidentale. Tra le cause vi sono le distorsioni prodotte dall’utilizzo del regime di perfezionamento attivo e dalla gestione delle importazioni, compresi i contingenti a dazio zero, che incidono pesantemente sugli equilibri del mercato e comprimono il valore riconosciuto alla produzione nazionale. A questo si somma una sperequazione intollerabile nella filiera, dove il guadagno si sposta nella parte speculativa e industriale lasciando al tessuto vasto di piccoli e medi produttori somme che spesso non coprono i costi di raccolta e trasformazione, oltre allo scontro tra la nostra olivicoltura di territorio e l’avanzare dell’intensivo industriale che contribuisce a indebolire e dequalificare le produzioni e i prodotti di territorio.
Per noi anche nell’olivicoltura è il tempo di passare all’azione. La Consulta Olivicola attiva gruppi di lavoro tematici per intervenire su norme commerciali e doganali, definire proposte a tutela del reddito e scrivere la piattaforma rivendicativa da portare nelle assemblee territoriali verso le mobilitazioni d’autunno.
Analisi e proposte convergono in un primo passaggio decisivo. Dalla Consulta Olivicola emerge con forza la richiesta che Altragricoltura avanza da tempo: dopo oltre due anni di solleciti inascoltati, oggi è arrivato il tempo di affrontare la crisi anche per evitare che le olive rimangano sulle piante senza poter essere raccolte e che il nostro ambiente rurale subisca un ennesimo colpo con l’abbandono delle coltivazioni. Fed.Agri.Co (la Federazione Agricoltori e Contadini della Confederazione Altragricoltura) chiede formalmente al Governo la dichiarazione immediata dello Stato di Crisi per le piccole e medie imprese della filiera Olivicola Italiana, sia agricola che artigiana, con misure straordinarie come un intervento sui debiti, sostegni diretti al reddito e garanzie vere per chi difende il patrimonio olivicolo del Paese.
La Consulta Olivicola continuerà nelle prossime settimane il lavoro di approfondimento e di mobilitazione per trasformare questa richiesta in una piattaforma condivisa da presentare al Governo e alle Regioni. La vertenza per difendere le piccole e medie imprese olivicole, i frantoi artigiani, il territorio e l’olio sicuro e di qualità è aperta.

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