Gli allevatori CIA chiedono conto del fallimento alla Regione Campania. De Luca fa avanspettacolo.

L’allevatore della CIA chiede conto alla Regione del fallimento del Piano.
De Luca si esibisce in un vergognoso avanspettacolo.
La risposta di Fabbris: Riprendiamo la mobilitazione, la campagna elettorale per le europee,
senza risposte agli allevatori, non sarà una passeggiata

Guido Coppola, allevatore e presidente provinciale della CIA di Caserta chiede conto durante una iniziativa pubblica dei numeri negativi che certificano il sostanziale fallimento del Piano di eradicazione della Regione Campania: 20 nuovi focolai a marzo 2024 mentre la Regione continua ad emanare circolari astruse e senza cognizione dei problemi veri. Coppola chiede alla Regione risposte. L’Assessore Caputo presente non risponde. Il Presidente della Regione Vincenzo De Luca si esibisce in un vergognoso spettacolino da avanspettacolo nell’evidente tentativo di buttarla in caciara dando la colpa del suo fallimento ad altri (Il Governo e il Coordinamento Salviamo le Bufale).

Niente di nuovo, solita ammuina dietro cui in realtà si nasconde l’estrema debolezza del Presidente della Regione Campania che, nonostante abbia incaricato un ex generale dei Carabinieri in pensione di risolvergli le rogne non sa e non può spiegare il fallimento. Gianni Fabbris, con una sua nota, interviene a commento delle inqualificabili frasi del Presidente della Regione Campania chiamando alla responsabilità tutta la politica.

Se il teatrino del Governatore della Regione nasconde la sua debolezza, è tutta la politica, a cominciare dal Governo Nazionale a dover rispondere e a dover cambiare passo. “La società e gli allevatori sono molto più avanti, Non c’è più alcun motivo perché il Governo Nazionale non dia seguito agli impegni di nominare il Commissario Nazionale ed ogni giorno che passa la politica assume la responsabilità degli effetti disastrosi dei suoi ritardi sulle aziende e il territorio”

Fabbris annuncia a nome del Coordinamento degli allevatori che già dalla prossima settimana riparte la mobilitazione: se qualcuno pensa di fare una campagna elettorale per le Europee senza dare risposte agli allevatori e al territorio, sarà presto smentito”.

vedi sotto l’intervento di Guido Coppola e leggi di seguito il commento di Fabbris


intervento di Gianni Fabbris
(portavoce del Coordinamento Salviamo le Bufale)

De Luca mette in scena un avanspettacolo di terz’ordine non sapendo come rispondere del fallimento del Piano.
La politica deve darne conto. Riparte la mobilitazione, altro che campagna elettorale per le Europee

Assessore, prendi carta e penna e scrivi“, cosi si rivolge l’allevatore, presidente provinciale della CIA di Caserta, al tavolo della presidenza della iniziativa pubblica organizzata dal suo sindacato nazionale ieri mattina presso la Città della Scienza a Napoli.
Guido Coppola, dopo aver ricordato che “prima di essere un dirigente sindacale sono un agricoltore” e che la sua organizzazione ha sempre sostenuto il Piano della Regione pagando prezzi grandi anche con la perdita di iscritti (che evidentemente mette egli stesso in relazione alle posizioni della CIA Campania sul Piano Regionale per la BRC e la TBC), snocciola i numeri del fallimento: “solo nel mese di Marzo sono usciti venti focolai, io stesso adesso sono focolaio…. evidentemente qualcosa non funziona”; ancora, dopo aver dato conto dell’ennesimo strafalcione tecnico imposto dalla struttura guidata dall’inneffabile ex Generale in pensione Luigi Cortellessa con l’ennesimo oscuro atto assurdo nel merito e irrealizzabile nella sostanza, si chiede “ma chi scrive queste regole, sa cosa è una azienda? sa di cosa parla? sa fare il suo mestiere?”.
Insomma, l’allevatore dirigente della CIA, la pensa come tutti gli altri allevatori (non avevamo dubbi), chiede conto alla Regione del fallimento del Piano e aggiunge la sua voce a quella degli allevatori della Confagricoltura Provinciale (che per essersi liberamente espressi si sono visti commissariare da un componente della struttura dell’Assessore Caputo) e ai tantissimi che si sono riuniti liberamente nel Coordinamento Unitario Salviamo le Bufale animandone le iniziative e sottoscrivendo le denunce.
Probabilmente De Luca non se lo aspettava e deve essere stato fonte di notevole imbarazzo dover rispondere.
Per rispondere, deve aver improvvisato e non ha trovato di meglio che mettere in scena una imbarazzante gag da avanspettacolo tirando fuori dal cilindro del suo scontatissimo armamentario degli ultimi mesi gli argomenti più banali, provando penosamente a metterla sul comico.
Come spiegare altrimenti l’attacco insulso a esponenti del Coordinamento accusati di agire perché si devono candidare o, addirittura, devono candidare mogli e parenti? Non prova imbarazzo il Presidente De Luca a dirlo avendo a fianco l’unico candidato certo in questa vicenda (il fedele Nicola Caputo) e mentre egli stesso sta facendo il diavolo a quattro per ottenere il via libera alla (sua) terza candidatura? Non deve aver avuto il copione a portata di mano e, a forza di recitare a braccio, visto l’avanzare dell’età, non deve essersi reso conto del ridicolo come, peraltro, dimostra la sequela di battute da bar in cui si è esibito per ottenere l’applauso da una platea che andava distratta dai problemi veri e dalle sue responsabilità.
Deve trovare geniale , in particolare, una delle sue battute cui sembra essere particolarmente affezionato, quel numero in cui chiede “ma lo sapete che i protagonisti delle denunce del coordinamento non sono allevatori? nessuno di loro lo è!”
Ora, a parte il fatto che che fa finta di non sapere che, al contrario, le 4 associazioni degli allevatori raggruppano la maggior parte degli allevatori del territorio (da libro soci e da fascicoli aziendali), viene da chiedersi “Ma perché, tu , De Luca, sei allevatore? Il Generale Cortellessa è allevatore? Evidentemente non serve essere allevatore per combinare i disastri che avete combinato, esattamente come non è indispensabile essere allevatore, al contrario, per schierarsi al loro fianco e tutelarli dal malgoverno”
La verità è sotto gli occhi di tutti: il disastro del Piano Regionale Campano sulla Brucellosi e la TBC è totale e nemmeno chi finora ha taciuto o sopportato può più esimersi dal dirlo. Focolai che aumentano, BRC e TBC che da croniche diventano acute, aziende che chiudono. Questa è la verità che il Coordinamento denuncia da sempre e che non può essere più coperta né dalle armate repressive guidate da un ex Generale in Pensione scatenato a cercare di intimidire gli allevatori con la scusa della Camorra, ne da sentenze compiacenti della magistratura dopo che il Consiglio di Stato ha asfaltato l’operato della Regione, nè dai teatrini da avanspettacolo che cercano di accusare gli untori e i rivoluzionari del proprio fallimento.
“Rivoluzionario di professione” per gianni Fabbris “è un complimento insperato e un inconsapevole riconoscimento ad una scelta di vita da sempre compiuta a favore della difesa dei diritti e degli interessi generali e collettivi, mentre altri dovrebbero e dovranno spiegare scelte che tutelano gli interessi delle lobbies magari vestendo i panni dello sceriffo. Ognuno risponde della propria moralità e della propria coerenza”.
…………………………..
Una cosa è certa: la politica non può più pensare di tirarla per le lunghe. I teatrini hanno stancato e i cittadini non hanno l’anello al naso. Se quello messo in scena ieri è solo un segno evidente di debolezza da parte del Presidente della Regione Campania (che ha cercato di dare la colpa alle scelte del Governo …. “noi abbiamo fatto quello che ci è stato detto di fare … abbiamo chiesto al governo cosa dobbiamo fare di diverso …. volete commissariare? e perchè non Commissariate?”), il continuo rinvio da parte del Governo Nazionale di assumere atti che sono ormai inevitabili lasciando marcire una situazione indicibile è anch’esso un segnale inquietante della debolezza della politica. Ormai la misura è colma e non c’è più ne tempo, ne ragine, ne pazienza per attendere,

La società e i cittadini sono molto più avanti. Gli allevatori sono molto più avanti. Abbiamo indicato da due anni la strada, stiamo avendo ragione su tutto, ci siamo offerti di contribuire a scrivere e determinare le soluzioni perché noi sappiamo come stanno le cose e cosa serve per risolvere quello che i Piani di De Luca non hanno saputo fare. Ci siamo costituiti in Forum interregionale con un comitato scientifico, riunendo gli allevatori e quanti hanno a cuore la soluzione dei problemi nelle 4 regioni della vergogna (Sicilia, Campania, Calabria e Puglia) le ultime in Europa a non aver ancora risolto la BRC e la TBC.
Davvero la politica (tutta) pensa di andare alle elezioni Europee senza aver dato risposte e senza aver nominato il Commissario Nazionale sulla BRC e la TBC? Non spetta a noi rispondere. A noi spetta il compito di continuare senza farci intimidire ne dagli spettacoli comici, ne dalle farse di azioni intimidatorie, ne da tattiche dilatorie che, come abbiamo dimostrato abbondantemente, non ci fermano: la vertenza finirà solo quando avremo risolto il problema. La politica, tutta, ne prenda atto..

Presto. molto presto daremo la nostra risposta. Siamo pronti a riprendere la mobilitazione fin dai prossimi giorni e, questa volta, la posta in gioco non ammette perdite di tempo: serve subito la nomina del Commissario Nazionale per aprire, solo dopo, il confronto su come sostenerne l’azione.
A nome del Coordinamento Salviamo le Bufale annuncio a partire dalla settimana dopo Pasqua, l’apertura di una nuova fase di mobilitazione.

1 commento

    • Domenico il 28 Marzo 2024 alle 15:58
    • Rispondi

    Che confusione! Proprio non ci si rende conto di cosa sia la brucellosi in Campania. Le Associazioni hanno il terrore dei politici ed alla vecchia maniera se ne fanno scudo per ottenere grazie. Questa è il solido atteggiamento del popolo oppresso che non decide ma attende i favori del principe. Guarda caso la brucellosi è sempre presente e permane nell’antico territorio del Regno delle due sicilie. È così chiaro, ora i responsabili dell’attuale politica e, quindi, di questo sfacelo sono in difficoltà. Loro sperano proprio nell’osseqio reverenziale di chi non ha il coraggio di mettersi contro i forti (ovvero quelli che comandano). Se tutto ciò fosse avvenuto al nord ci sarebbe voluto poco per mandare i malfattori a casa, e invece no, costoro sono sempre più forti e sullaa cresta dell’onda. Pensiamoci bene, domani è il nostro giorno e se veramente vogliamo il cambiamentio questi individui dobbiamo mandarli a casa!!!!

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