IL COMITATO “STOP UE-MERCOSUR” PORTA A BRUXELLES LA DIFFIDA FORMALE A VON DER LEYEN E PROPONE UN PATTO D’AZIONE CON LE FORZE POLITICHE. APPELLO AI PARLAMENTARI: NON FERMATEVI, LA PARTITA COMINCIA ORA
BRUXELLES, 24 Aprile 2026– Due giorni di intensi lavori e incontri istituzionali (22-23 aprile) hanno segnato una tappa decisiva per il Comitato “#STOPUEMERCOSUR”. La delegazione, rappresentativa del mondo agricolo che da mesi si sta battendo contro l’applicazione dell’Accordo UE Mercosur, degli artigiani della trasformazione e dell’offerta agroalimentare, del piccolo commercio, del lavoro bracciantile e della società civile italiana, ha posto all’attenzione dei parlamentari europei gli obiettivi, le proposte e le azioni di una campagna di iniziative che è “solo all’inizio” come è stato ampiamente sottolineato durante gli incontri.
Il Comitato ha inviato nei giorni scorsi il documento di base a fondamento della sua prima fase dell’iniziativa (la Diffida Legale alla Presidente U. V. Der Leyen sottoscritta a nome di Altragricoltura dal suo Segretario Confederale Gianni Fabbris e sostenuta da un crescente arco di forze sociali, economiche e sindacali) a tutti i parlamentari europei eletti in Italia invitandoli all’incontro con il comitato. In diversi hanno risposto alla sollecitazione e il lavoro ha già prodotto una prima serie di interlocuzioni (a cominciare da quelle con i tre gruppi europei che hanno contribuito con il proprio voto a mandare in minoranza la Presidente U. Von Der Leyen imponendole di inviare la documentazione alla Corte di Giustizia Europea ovvero alla Lega, al M5S ed ad AVS) e altre che sono in programma con parlamentari di altri gruppi di cui il Comitato darà conto nei prossimi giorni.
Il M5S, ha ospitato l’incontro con il comitato organizzando un evento che si è tenuto il 23 aprile fra le ore 11 e le ore 13 presso la sala SPAAK 1C050 . All’incontro, presenti per il M5S gli Europarlamentari Gaetano Pedullà e Carolina Morace, hanno anche dato un proprio contributo inviando un video di condivisione delle proposte sia l’Europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri che l’Europarlamentare Cristina Guarda del Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea.
La Tavola Rotonda di confronto che ne è seguita e che ha offerto ai parlamentari una serie di punti di lavoro e obiettivi concreti e di analisi, è stata coordinata, oltre che dall’Europarlamentare Gaetano Pedullà, da Gianni Fabbris (Altragricoltura) a nome del Comitato Nazionale #STOPUEMERCOSUR che ha ribadito: “noi non siamo contro il commercio internazionale, tantomeno per l’autarchia, crediamo in un commercio giusto che tuteli i diritti di tutti. Per questo chiediamo che l’agricoltura, il cibo e la pesca siano trattati fuori dagli accordi di Libero Scambio in accordi tematici specifici..”
Nell’incontro è entrata la voce degli agricoltori e dei movimenti brasiliani con un appello video di Joao Pedro Stedile per il Movimento Sem Terra del Brasile che invita all’unità degli agricoltori e dei cittadini sudamericani ed europei per respingere un accordo che fa solo gli interessi delle corporazioni”
Angelo Di Stefano (Coapi), ha relazioanato sulla crisi profonda che sta colpendo da anni la piccola e media impresa delle filiere dell’agroalimentare, denunciando come accordi di questo tipo non fanno altro che continuare ed aggravare la condizione di crisi.
Monica Di Sisto (giornalista esperta di commercio internazionale e vicepresidente di Fairwatch) ha illustrato lo stato attuativo dell’Accordo, indicando i punti deboli, le contraddizioni e il possibile piano di lavoro su cui i parlamentari Europei possono concretamente sviluppare la loro iniziativa: “il momento è questo e gli esisti non sono scontati”.
L’Avvocato Massimo Passaro del Soccorso Contadino che ha contribuito insieme al suo Presidente Antonio Melidoro a stendere l’atto di Diifida, Denuncia e Messa in mora ad U. Von Der Leyen ha illustrato i principi di merito su cui si fonda l’atto ed invitato i parlamentari ad assumerlo come parte del proprio lavoro operativo. In particolare ha sottolineato (come peraltro è argomentato nella diffida come i problemi non siano solo delle imprese agricole ma ledono fondamentalmente i diritti al cibo sano ed alla sicurezza alimentare per i cittadini consumatori contravvenendo e disapplicando le garanzie del principio di precauzione che l’Europa ha sempre indicato come un caposaldo dei suoi obiettivi.
Marco Dallera (agricoltore lombardo presidente del Copoi – il Coordinamento Produttori Ortofrutticoli Italiani), Gabriele Ponzano (cerealicoltore e allevatore piemontese, presidente dell‘Associazione Agricoltori Autonomi del Piemonte) e Adriano Noviello (allevatore bufalino del casertano, dirigente della Federazione degli Allevatori di Altragricoltura) hanno portato le testimonianze su quanto grandi siano i rischi per la piccola e media impresa dei diversi settori produttivi e nei diversi territori italiani dall’applicazione dell’Accordo UE-Mercosur.
Ma i problemi non sono solo degli agricoltori e dei cittadino consumatori
Francesca Petrini (presidente nazionale della CNA Agroalimentare) ha ben spiegato come tutta la filiera dell’agroalimentare subirà effetti negativi dall’applicazione dell’accordo. I trasformatori artigianali e i manipolatori del cibo dovranno fare i conti non solo con materie prime territoriali che saranno sempre meno disponibili (si pensi solo a quello che accadrebbe col riso, col miele o con le carni bianche ) ma, anche, con un generale abbassamento degli standard qualitativi e con i nuovi rischi all’orizzonte introdotti dai Nuovi OGM (le TEA) che già dal prossimo mese l’Europa vorrebbe imporre.
Maurizio Grosso (segretario confederale del sindacato di braccianti SIFUS CIAS) ha, infine, ricordato che: “sono due i settori produttivi che subiscono gli effetti dell’impatto con questo accordo, come con gli altri che non garantiscono standard di diritti adeguati: le imprese e i dipendenti di quelle imprese che perderanno il lavoro o che, per la pressione della crisi, vedranno restringersi ulteriormente le garanzie del salario. “Qui il problema non è essere contro il commercio, anzi, il problema è garantire quel lavoro che stiamo sempre più perdendo nelle campagne italiane”
Il confronto con gli eletti ha raccolto un consenso ampio e trasversale, consolidando un fronte politico deciso a dare battaglia nelle aule parlamentari.
Gaetano Pedullà, a nome del M5S ha annunciato di assumere pienamente l’atto di diffida, denunciando l’illegittimità dell’applicazione provvisoria del trattato senza il parere della Corte di Giustizia.
La Lega, con l’intervento di Isabella Tovaglieri, ha ribadito la necessità di proteggere le eccellenze del Made in Italy dalla concorrenza sleale, confermando l’appoggio alle iniziative del Comitato.
Cristina Guarda, per il gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea sottolineando l’importanza di tenere insieme la tutela dell’ambiente e il diritto a produrre, ha esortato gli agricoltori a continuare ed a lavorare insieme
L’incontro non è stato solo un momento di denuncia, ma l’indicazione per una fase di impegno nuovo anche raccogliendo le disponibilità degli Europarlamentari impegna il Comitato e le tante associazioni che lo compongono e si stanno aggiungendo a sviluppare ulteriormente la relazione con quanti, nelle istituzioni, decidono di confrontarsi con il movimento degli agricoltori che si stanno battendo contro la crisi piuttosto che continuare ad ascoltare le sirene delle lobbies.
Al termine dell’incontro, Gianni Fabbris, annunciando che nella prossima settimana il COMITATO #STOPUEMERCOSUR si incontra per definire l’agenda di ulteriori iniziative, commenta: “La risposta della politica in questi giorni è stata positiva. Abbiamo raccolto analisi e proposte su cui siamo impegnati affinché diventino azioni concrete. Non permetteremo che l’agricoltura europea venga sacrificata sull’altare degli interessi delle multinazionali. La nostra mobilitazione continuerà, dentro e fuori le istituzioni. Primo obiettivo è chiedere conto alla Commissione Europea di quale democrazia parla se poi tradisce il voto del Parlamento per garantire gli interessi delle lobbies?”






