I paesi dell’UE danno il via libera all’accordo UE-Mercosur. Agricoltori ignorati, democrazia stracciata

Pubblichiamo la traduzione del comunicato stampa che il CEVC (Coordinamento Europeo di Via Campesina) ha diffuso da Bruxelles sull’annuncio che la maggioranza dei Paesi Europei ha dato il via libera all’accordo di Libero scambio fra UE Mercosur. Nel comunicato si denuncia il carattere antidemocratico della decisione e del percorso che alcuni governi scelgono di attuare che esautora i Parlamenti (nazionali ed Europeo) di potersi esprimere come prevedono le regole democratiche in spegio della volontà di cittadini e agricoltori.

Il comunicato ufficiale alle pagine: https://www.eurovia.org/press-releases/eu-countries-green-light-eu-mercosur-free-trade-agreement-farmers-ignored-democracy-sidelined/

I paesi dell’UE danno il via libera all’accordo di libero scambio UE-Mercosur: gli agricoltori ignorati, la democrazia stracciata

Il Coordinamento Europeo Via Campesina (CEVC) condanna fermamente la decisione della maggioranza degli Stati membri dell’UE di aprire la strada all’accordo di libero scambio UE-Mercosur, nonostante la diffusa opposizione degli agricoltori di tutta Europa e Sud America.

Questo accordo, negoziato a porte chiuse e con premesse vecchie e sorpassate, dà priorità agli interessi dell’agroindustria rispetto alle garanzie di reddito per gli agricoltori e i lavoratori agricoli. Eliminando i dazi su oltre il 90% dei prodotti, l’accordo intensificherà la concorrenza sleale, esponendo gli agricoltori europei a importazioni prodotte secondo standard sociali, ambientali e sanitari che non sono equivalenti nella pratica e spesso impossibili da controllare efficacemente.

Diverse fonti e segnali indicano che gli Stati membri dell’UE hanno deciso di non attendere il via libera del Parlamento europeo prima di autorizzare la Commissione ad attuare l’accordo. La firma dell’accordo da parte del Consiglio senza un reale consenso indebolisce l’UE.

I nostri membri stanno ora scendendo in piazza in diversi paesi e lo faranno anche nei prossimi giorni. Il CEVC denuncia la repressione subita dagli agricoltori che stanno protestando, inclusi arresti e violenze da parte della polizia segnalati durante le mobilitazioni in paesi come la Francia. Criminalizzare coloro che difendono prezzi equi, sovranità alimentare e mezzi di sussistenza rurali sostenibili è inaccettabile e mette in luce il crescente divario tra le istituzioni dell’UE e la realtà sul campo.

Affermare che l’accordo includa una “forte reciprocità” o possa essere compensato attraverso controlli nazionali più severi è pericolosamente fuorviante. All’interno di un mercato unico, le misure a livello nazionale sono inutili, poiché le importazioni entreranno inevitabilmente attraverso porti con controlli più deboli. Inoltre, molti standard di produzione non possono essere verificati in modo significativo alla frontiera a causa delle specificità dei sistemi di produzione agricola.

Il CEVC è al fianco di tutti gli agricoltori che si mobilitano contro questo accordo, in Europa e nei paesi del Mercosur, che dovranno affrontare una maggiore concentrazione fondiaria, il degrado ambientale e la pressione sui sistemi alimentari locali. In tempi di crisi, l’UE dovrebbe dare priorità alla sovranità alimentare e promuovere un’agricoltura socialmente responsabile, con un maggior numero di agricoltori che si muovono verso un modello sostenibile e resiliente, piuttosto che imporre un obsoleto accordo di libero scambio.

Il CEVC invita il Parlamento europeo a votare contro l’accordo commerciale e a spingere la Commissione europea a riformare radicalmente la sua politica commerciale.

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