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Via il cappello dal nostro grano

A partire dal 2016, ovvero fin dall’inizio della vicenda, Altragricoltura si è occupata di un episodio gravissimo che ha investito una delle eccellenze del nostro grano: la svendita opaca della gestione del Grano Cappelli da parte del CREA alla SIS (la Società il cui Presidente è, acnhe il vicepresidente nazionale della Coldiretti.

I FATTI

La Sis, Società italiana sementi, si è aggiudicata per quindici anni la produzione, certificando in esclusiva, della varietà antica di frumento duro Senatore Cappelli. Il 30 giugno 2016, infatti, sul portale del Crea di Foggia – responsabile della conservazione in purezza del frumento duro Cappelli, al quale sono riconducibili i diritti del costitutore e i diritti patrimoniali derivanti dallo sfruttamento della varietà – viene pubblicata una manifestazione di interesse rivolta alle ditte sementiere interessate ad acquisire, in esclusiva, i diritti di moltiplicazione e commercializzazione della cultivar di grano duro, denominata Cappelli.
In quindici giorni – la chiusura della manifestazione di interesse era prevista per il 15 luglio 2016 – la Sis si sarebbe aggiudicata la licenza esclusiva di moltiplicazione e commercializzazione della varietà di grano Cappelli stipulando, nel frattempo, con gli agricoltori, accordi che prevedono precisi obblighi a carico dei coltivatori relativamente alla consegna della totalità della granella prodotta, la quale verrebbe, secondo tali accordi, destinata in quota parte alla riproduzione in purezza e in quota parte al mercato della trasformazione.

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