“Sono oltre due anni che Altragricoltura, insieme alle tante organizzazioni che compongono la Rete del COAPI, il Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani, chiede alle Regioni ed al Governo Nazionale di prendere atto della gravissima crisi delle piccole e medie aziende agricole, della pesca e della trasformazione artigianale italiane per adottare, dichiarandone lo Stato di Crisi, misure straordinarie anche in deroga alle regole comunitarie per salvarle dal fallimento e tutelare il prezzo del cibo per i cittadini” ricordano Pasquale D’Agostino presidente Regionale di Altragricoltura Campania e Adriano Noviello, dirigente della Consulta Bufalina di Altragricoltura introducendo la riunione regionale degli iscritti che ha deciso l’apertura di una nuova fase della mobilitazione regionale in Campania nel quadro delle iniziative contro la crisi che Altragricoltura ha in atto da tempo insieme al COAPI.
Roberto Lauro, agricoltore di nocciole, Segretario Provinciale di Avellino di Altragricoltura e componente il Coordinamento Regionale, nelle conclusioni sottolinea: “è il tempo di costruire un Piano di tutela e rilancio delle nostre tante agricolture regionali che hanno bisogno di certezze per guardare al futuro continuando, come hanno sempre fatto, ad investire in lavoro e mezzi. Per questo saremo a Napoli il 21 , per chiedere di voltare pagina, Serve molto di più dell’ordinaria amministrazione, occorre uno scatto cui chiamare tutti al lavoro comune”.
Quattro gli obiettivi del presidio convocato il 21 aprile 2026 con avvio dalle ore 11 di fronte all’ingresso della Presidenza della Regione a Palazzo Santa Lucia a Napoli, assistito dalla presenza di trattori:
- Denunciare ancora una volta la gravissima situazione delle piccole e medie imprese produttive della filiera agroalimentare (agricola e ittica) della Campania evidenziando come l’aumento dei costi dei carburanti e dei prodotti/servizi connessi sono solo la goccia che fa traboccare il vaso di una crisi strutturale già ampiamente colmo per la condizione drammatica del comparto che vede schizzare i costi produttivi e restringersi i margini di valore per l’azione speculativa di più attori favorita da regole di mercato e azioni politico/istituzionali che premiano agroindustria, concentrazioni commerciali e finanza
- Chiedere che venga affrontato il nodo degli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti, dei fertilizzanti e degli altri fattori produttivi connessi in maniera efficace, tempestiva e straordinaria tenendo conto che (al di là dell’emergenza legata al conflitto in Medio Oriente) l’aumento dei costi del gasolio agricolo e per la pesca e dei prodotti collegati ha già provocato profondissimi danni al settore e, prevedibilmente, non solo non si risolverà nel breve tempo ma produce una disarticolazione dell’intera filiera mettendo a rischio sia la produzione per una fase che andrà ben oltre la auspicabile soluzione dei conflitti nell’area medio orientale interessata dalla guerra sia il prezzo finale del cibo ai consumatori vittime, insieme alle aziende produttive, di molte azioni di pura speculazione.
- Sollecitare la Regione Campania a dare un segnale chiaro attivando per quanto possibile suoi strumenti di intervento come potrebbe essere per esempio l’adozione di un Piano Regionale Per il Credito di Imposta che intervenga con la defiscalizzazione regionale e/o la messa a disposizione di ulteriori quantità di gasolio agevolato per favorire i lavori in una fase decisiva
- Chiedere alla Regione Campania di prospettare al Governo Nazionale una azione straordinaria per salvare la piccola e media impresa del settore agroalimentare concordando un piano anticrisi in Europa come peraltro è accaduto recentemente per le agricolture dell’EST Europa e come ormai iè nderogabile. Altragricoltura insieme al COAPI ha inviato al Parlamento, al Governo Nazionale ed alle Regioni la richiesta di Un Piano Anticrisi delle Piccole e Medie imprese produttive delle filiere agroalimentari sul modello di quello che fu fatto per il COVID. Nella richiesta (sottoscritta da innumerevoli enti locali e sostenuta da due anni di mobilitazioni e prese di posizione) si sollecitano le Regioni a avviare il lavoro per “Dichiarare le Condizioni dello Stato di Crisi delle diverse filiere agroalimentari” investendo il Governo Nazionale PER avviare un Piano Organico di salvataggio.
Il Coordinamento Regionale di Altragricoltura Campania, convocando il presidio (assistito dai trattori e partecipato da agricoltori, allevatori e pescatori) dalle ore 11 del 21 aprile 2026 presso l’ingresso della Presidenza della Regione Campania a Palazzo Santa Lucia, rivolge un appello al Presidente della Regione Campania, on.le Roberto Fico: “il destino delle piccole e medie imprese campane e delle sue filiere agroalimentari è molto di più di una questione tecnica, riguarda la tenuta ambientale, territoriale, sanitaria, culturale e sociale di intere aree ed è strategica per la tenuta dell’intero sistema Regionale. Occorre andare oltre l’approccio “tecnicistico” delle misure dei PSR e della PAC. Occorre una riflessione profonda sul fatto che nonostante quelle misure e il mare di soldi e risorse pubbliche spese, negli ultimi dieci anni abbiamo perso la metà delle aziende produttive, ristretto e precarizzato il lavoro, spopolato territori, ridotto il diritto al cibo per i cittadini, indebolito le comunità. Occorre una visione del futuro che restituisca dignità a chi lavora nella terra e nel mare e assuma il diritto al cibo per i cittadini come gli assi su cui ripensare il modello agroalimentare campano. Per questo ci rivolgiamo a Lei: “Affrontiamo la crisi e riconquistiamo il futuro”.
Con questa premessa, Altragricoltura invia una lettera al Presidente della Regione Campania, al Presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale della Campania, agli Assessori all’Agricoltura e alla Pesca chiedendo un incontro per avviare una stagione di confronto con quanti in questi anni si sono battuti e si stanno battendo per la Riforma e il Rilancio dell’Agroalimentare fondato sulla prospettiva della Sovranità Alimentare.
Tre anni fa Altragricoltura era sotto le finestre della Presidenza Regionale della Campania chiedendo all’allora Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il confronto sui problemi della filiera Bufalina. L’allora Presidente si rifiutò di incontrare gli allevatori tacciandoli con ogni epiteto pur di non rispondere dei fallimenti del Piano Regionale anti brucellosi e gli allevatori, “gettarono il latte in segno di rabbia e autonomia di un progetto”.
Oggi, dopo che l’ex Presidente De Luca è stato sconfitto e il Commissario per la BRC e la TBC si è insediato portando (come chiedevano gli allevatori) la BRC e la TBC sotto le soglie di sicurezza e dopo che il Parlamento ha approvato la legge nazionale sulla repressione delle frodi agroalimentari con all’interno le proposte degli allevatori di Altragricoltura, è il tempo di passare oltre e costruire un confronto partecipato che coinvolga tutti gli attori sociali per definire e lanciare un progetto condiviso di rilancio del nostro agroalimentare strategico per la Campania.
Non è un caso che nella locandina che convoca la manifestazione si legge: “Presidente Fico: le crisi affrontiamole insieme”.
Lunedì mattina 20 aprile una delegazione di Altragricoltura si recherà in Regione a consegnare il documento di richieste e, alla fine, è convocata una conferenza stampa (daremo conto alla stampa del luogo e dell’ora nelle prossime ore)
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