Senza tracciabilità il latte di bufala perde valore. E a pagare siamo noi e i consumatori
(Intervento di Salvatore Foglia, allevatore e Presidente della Consulta Bufalina di Altragricoltura)
25.1.26
Nella filiera bufalina italiana c’è un problema che non può più essere ignorato: il latte di bufala sta perdendo la sua centralità. Non è solo una questione di cifre, è che la nostra materia prima viene svilita, e questo si abbatte sul prezzo riconosciuto agli allevatori, oggi sempre più con l’acqua alla gola.
Negli ultimi mesi il prezzo alla stalla è sceso costantemente. Non è una normale oscillazione di mercato, ma il segnale di un sistema che non riesce più a distinguere il latte fresco. Oggi il prodotto entra in un “buco nero” tra la stalla e la tavola: senza una tracciabilità reale, il mercato non vede differenze tra chi produce con sacrificio e chi punta al risparmio. Il risultato? Il prezzo crolla per tutti, schiacciato anche dalla recente sentenza del TAR Campania che ha aperto le porte all’uso del latte in polvere nella filiera non DOP.
Ma questa non è una battaglia di categoria. Rivendicare controlli rigorosi serve a garantire il reddito degli allevatori, certo, ma serve allo stesso modo a tutelare i consumatori. Dobbiamo dirlo con chiarezza: la trasparenza è l’unico modo per garantire a chi compra la salubrità e la veridicità di un prodotto che, attualmente, non ha queste prerogative. Tracciare il latte significa onorare un patto di onestà con il cittadino, assicurandogli che ciò che acquista è esattamente ciò che gli viene promesso.
C’è poi un lato oscuro di questa crisi che riguarda la sicurezza. Un’economia al ribasso non mortifica solo il prodotto, ma mette a rischio la vita in azienda. Quando non c’è più margine, si smette di fare manutenzione, non si mettono in sicurezza le strutture e si continua a lavorare con mezzi obsoleti e pericolosi. Non si può pretendere un’eccellenza alimentare se si costringe il produttore a operare in condizioni di emergenza perenne, sacrificando la dignità del lavoro e la sicurezza fisica di chi sta in stalla.
Per la Consulta Bufalina di Altragricoltura, la tracciabilità non è un peso burocratico, ma l’unico strumento per rimettere equilibrio nella filiera. Il Disegno di Legge fermo in Parlamento deve essere sbloccato: è la condizione minima per dare un futuro agli allevatori e, finalmente, un prodotto autentico e garantito ai consumatori.
