La notifica dell’ATTO DI SEGNALAZIONE, DIFFIDA E MESSA IN MORA alle diverse istituzioni coinvolte e per le diverse responsabilità che le chiamano in causa. è solo il primo atto di una iniziativa più ampia che si muoverà su più piani e che prevede, come primo passo la costituzione di un Comitato Italiano Contro l’Accordo UE-Mercosur composto da quanti si saranno aggiunti all’Atto e da quanti decideranno di sostenerne le ragioni.
Il Comitato Italiano Contro l’Accordo UE-Mercosur si riunisce nella sua prima seduta il giorno 24 marzo 2026 con tutti i firmatari della Diffida e quanti avranno inviato adesione alla mail altragricoltura@gmail.com oppure statodicrisi@gmail,com.
Tre sono i primi piani di iniziativa su cui si avvia il lavoro:
- Lo sviluppo delle attività sul piano legale e amministrativo in sede europea (curato in particolare dal Soccorso Contadino), con queste priorità:
– Seguire, sviluppare e implementare la Denuncia depositata e inviata alla Garante Europea
– Verificare la possibilità di coordinare le iniziative sul piano legale in sede internazionale contattando reti e associazioni di altri Paesi che stanno conducendo iniziative analoghe
– Impostare e progettare una azione presso la Corte di Giustizia Europea e Organismi Giurisdizionali Nazionali per impugnare il regime provvisorio deciso dalla Commissione - Lo Sviluppo di una azione di pressione nei confronti dei Gruppi Parlamentari Italiani (Parlamento Nazionale) ed Europei per chiedere che il Governo e il Parlamento Italiano ritiri il suo sostegno alla decisione di imporre il regime transitorio dell’Accordo Commerciale
- La messa in campo di una campagna nazionale di controinformazione rivolta sia agli operatori del settore direttamente coinvolti, sia ai cittadini consumatori, sia all’opinione pubblica anche coinvolgendo le istituzioni territoriali
In attesa che alla prima riunione del Comitato Italiano contro l’Accordo UE-Mercosur vengano assunte le decisioni operative, si avvia, come annunciato già nell’atto depositato, la raccolta delle firme di co partecipazione alla Diffida che si aggiungono all’atto in qualità di co-diffidanti.
Nella riunione del 24 marzo verrà fra l’altro organizzata una campagna di sostegno con una petizione popolare

