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Atto di diffida e messa in mora alla Commissione Europea e le iniziative con il Soccorso Contadino.

Il Soccorso Contadino (l’Associazione promossa da Altragricoltura per la Difesa dei diritti legali, la solidarietà attiva e il supporto giuridico alle iniziative del Movimento Contadino) ha avuto l’incarico di sviluppare una serie di iniziative a supporto della campagna di Altragricoltura e degli altri movimenti impegnati nel contrasto all’Accordo fra UE e Mercosur.

Prima attività messa in campo è la messa a punto di un atto di Diffida, Segnalazione e Messa in Mora indirizzata a tre diverse istituzioni a diverso titolo coinvolte: la Commissione Europea nella persona della sua Presidente, Ursula Von Der Leyen, il Governo Italiano nelle persone del Presidente del Consigio, On,le Giorgia Meloni e del Ministro al Made in Italy Sen. Adolfo Urso, e la Mediatrice Europea dott.ssa Emily O’Reilly.

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Il Parlamento europeo ha richiesto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di verificare la compatibilità dell’accordo UE-Mercosur con i Trattati europei ai sensi dell’art. 218, paragrafo 11, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Nonostante ciò, emerge la volontà della Commissione europea di procedere comunque alla firma e all’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale.

La diffida chiede che nessuna applicazione provvisoria venga adottata prima della decisione della Corte di Giustizia.

2. IL PROBLEMA DELLA SCISSIONE DELL’ACCORDO (pagine 2-4)

La Commissione ha diviso l’accordo in due parti:

  • accordo di partenariato generale
  • accordo commerciale interinale (ITA)

Questa operazione consentirebbe di approvare la parte commerciale senza la ratifica dei Parlamenti nazionali degli Stati membri.

Secondo la diffida tale procedura potrebbe violare:

  • art. 218 TFUE
  • principio di attribuzione
  • equilibrio istituzionale dell’Unione
  • ruolo dei Parlamenti nazionali.

3. IL RUOLO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA (pagine 3-5)

Il Parlamento europeo ha investito la Corte di Giustizia della questione.

Procedere all’applicazione provvisoria mentre la Corte sta valutando la compatibilità dell’accordo rischierebbe di:

  • svuotare il controllo giurisdizionale
  • compromettere l’equilibrio istituzionale dell’Unione.

4. I RISCHI PER AMBIENTE. LE IMPRESE E AGRICOLTURA (pagine 6-7)

Numerose organizzazioni agricole e ambientali hanno espresso forti preoccupazioni per l’impatto dell’accordo su:

  • deforestazione amazzonica
  • utilizzo di pesticidi vietati in UE
  • concorrenza agricola basata su standard inferiori
  • crisi economica per agricoltori e allevatori europei.

Secondo la diffida l’applicazione dell’accordo potrebbe violare il principio di precauzione previsto dall’art. 191 TFUE.

5. POSSIBILE RESPONSABILITÀ DELLE ISTITUZIONI EUROPEE (pagine 7-8)

Se la Corte di Giustizia dovesse dichiarare incompatibile l’accordo o la procedura seguita:

  • gli atti di applicazione provvisoria potrebbero risultare illegittimi
  • gli operatori economici danneggiati potrebbero chiedere il risarcimento dei danni.

6. IL RUOLO DEL GOVERNO ITALIANO (pagine 8-9)

Il Governo italiano, in qualità di membro del Consiglio dell’Unione Europea, è invitato a:

  • non sostenere la firma dell’accordo
  • opporsi all’applicazione provvisoria
  • attendere la pronuncia della Corte di Giustizia.

7. LE RICHIESTE DELLA DIFFIDA (pagine 9-10)

La diffida chiede:

  1. apertura di indagine dell’Ombudsman europeo per possibile cattiva amministrazione;
  2. sospensione di ogni procedura di applicazione provvisoria dell’accordo;
  3. opposizione del Governo italiano in sede di Consiglio UE.

CONCLUSIONE (pagina 11)

La diffida non è un atto politico, ma un’iniziativa giuridica volta a garantire il rispetto dei Trattati europei, del principio di precauzione e del ruolo della Corte di Giustizia.

Prima si verifica la compatibilità con i Trattati, poi si prendono decisioni che possono incidere sull’ambiente, sull’agricoltura e sull’economia europea.

vedi e scarica il testo completo della diffida

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