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Vociperlaterraeilmare – agosto 2025

Il numero di agosto di VOCIPERLATERRAEILMARE (Numero zero della Newsletter di Altragricoltura gestita dal Dipartimento Organizzazione della Confederazione per la Sovranità Alimentare) puoi vederlo e/o scaricato nella sua versione pdf leggero (1,7 mb) cliccando sull’immagine di fianco oppure puoi leggerla comodamente nella pagina di seguito.
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Puoi anche scrivere a organizzazione@altragricoltura.net per ricevere il file stampabile tipografico (formato A3, 8 pagine 2 fogli) e puoi diffonderlo nelle iniziative, nei mercati o dovunque pensi sia utile possa sentirsoi la voce di Altragricoltura.


Ci riprendiamo la parola

Questa Newsletter arriva mentre Altragricoltura si avvia verso i suoi primi 30 anni mettendo in campo quello che non esitiamo a pensare come il tentativo più avanzato in Italia di proporre un progetto per uscire dalla crisi dell’agroalimentare imposto dalla globalizzazione neoliberista. 
Nel nostro lungo cammino di movimento abbiamo sempre gridato forte la sofferenza di un mondo, quello delle piccole e medie imprese della produzione del cibo, che andava impoverendosi fino a scomparire (in vent’anni abbiamo perso metà delle aziende) mentre lavoratori e cittadini vedevano erodere i diritti al lavoro, al cibo e alla tutela ambientale. Intanto che i nuovi latifondisti del cibo e delle terre (GdO, banche, speculazione finanziaria) trasformavano l’Italia da grande Paese della produzione del cibo in una piattaforma commerciale, il mainstream celebra i fasti di un Made in Italy falso; piuttosto che parlare delle difficoltà di chi lavora la terra e nel mare, racconta le sagre di Paese pronta a incassare i lauti guadagni degli spot a pagamento. 
I Partiti, quando governano, negano e nascondono la crisi, quando stanno all’opposizione non se ne occupano. 
I Sindacati Agricoli la hanno gestita; se la dovessero ammettere, dovrebbero riconoscere il proprio fallimento.
Possono continuare, cosi, a gestire l’esistente e la grande mole di finanziamenti pubblici. 
Noi, che non abbiamo mai smesso di parlare, torniamo a prenderci la parola per dare voce, adesso, alla sofferenza ed alla crisi raccontandola senza ipocrisie. Ma non solo!
Ora è il tempo di dare voce al cambiamento ed al progetto per uscire dalla crisi rimettendo al centro gli interessi delle piccole e medie imprese dell’agricoltura, della pesca, della trasformazione artigiana alleate con i lavoratori e i cittadini, 
Dopo un lungo periodo di preparazione, il 17 e 18 ottobre 2025 si avvia la fase della Costituente del Progetto per l’Agroalimentare della Sovranità Alimentare e dell’Agroecologia.
Saremo impegnati per oltre due anni; a fianco del movimento, metteremo in campo il Forum per le Riforme e il Laboratorio per il Sindacato Nuovo, quello capace di promuoverle, sostenerle e rivendicarle. Questa Newsletter ne darà conto testimoniando e contribuendo all’impresa.
Buon cammino a tutte e tutti noi ed a quanti vorranno unirsi

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COAPI Avellino: allarme per le nocciole

Allarme per la cascola precoce delle nocciole nella provincia di Avellino che sta compromettendo l’annata agraria per uno dei settori più importanti del territorio. Lo ha lanciato Roberto Lauro, portavoce del Comitato Agricoltori della Valle del Sabato, uno dei Comitati autogestiti nati dai presidi dei trattori sviluppatisi nel 2024 sulla scia delle mobilitazioni contro la crisi che hanno invaso l’intero territorio italiano. Il Comitato, che aderisce al COAPI, chiedendo un tavolo urgente alla Regione Campania, sottolinea come molte sono le ragioni dell’evento, evidenziando l’importanza di un approccio tecnico per la resilienza del settore. Vengono menzionate diverse soluzioni innovative già sperimentate con successo a livello internazionale e nazionale, come l’uso di regolatori di crescita in Cile, coperture vegetali in Oregon e le linee guida del progetto “Nocciola di Qualità” in Piemonte. Sulla base di queste esperienze, il Comitato propone di istituire un tavolo tecnico territoriale per la Media Valle del Sabato per adottare, anche in via sperimentale, un piano strategico. UNIAGRI (altra associazione avellinese nata dai presidi) si unisce alla richiesta e si attiva nel territorio per mobilitare gli agricoltori e i sindaci.

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Dopo la denuncia la Regione convoca il tavolo. Ci saremo

“Dopo la nostra denuncia la Regione Campania convoca il tavolo che si terrà il 26 agosto”. Lo rende noto con un comunicato Roberto Lauro che, dando conto dell’invito a partecipare ricevuto dalla regione, commenta: “Bene! Noi ci saremo con un documento e le nostre proposte. È la strada giusta per affrontare le crisi: quella del pieno coinvolgimento degli agricoltori che sono i primi a sopportarne gli effetti e ad avere interesse alle soluzioni”.
Antonello Nudo (di UNIAGRI e componente la Direzione Nazionale di Altragricoltura) da conto dei diversi contatti messi in campo per sensibilizzare le istituzioni; in particolare ringrazia per l’interessamento il Consigliere Regionale Alaia e il Consigliere provinciale Di Cecilia ) e sollecita la Provincia di Avellino a convocare un incontro anche in ragione della delibera di adesione alle proposte sullo Stato di crisi avanzate dal COAPI adottata a Maggio.
Nel frattempo le due associazioni coordinate nel COAPI e con il sostegno di Altragricoltura invitano gli agricoltori a produrre la documentazione sui danni e sviluppano contatti con realtà di produttori di nocciole di altri territori. *e due associazioni annunciano una conferenza stampa dopo l’incontro del 26 agosto in Regione.
Sarà occasione per annunciare ulteriori iniziative con gli agricoltori del territorio

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Dai presidi dei trattori la campagna generale contro la crisi

l COAPI (Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani) nasce nelle prime settimane del 2024 con l’obiettivo di promuovere uno spazio comune di iniziativa animato dai presidi delle mobilitazioni dei trattori che stavano invadendo le strade italiane, le associazioni e i movimenti impegnati contro la crisi. Promosso da diversi presidi, da Altragricoltura e dalla Associazione delle Partite Iva, dopo diverse fasi di sviluppo ed un serrato confronto, oggi raggruppa decine di realtà sociali nella maggior parte delle Regioni italiane e si sta dando una struttura partecipata nel rispetto delle autonomie di ogni realtà. 
”Un Paese senza agricoltori, allevatori e pescatori è più povero e non è libero” Questo lo slogan con cui nei primi sei mesi del 2025 il COAPI ha sviluppato la mobilitazione in tutta Italia, chiedendo che le istituzioni e la politica mettessero in campo iniziative straordinarie contro la crisi. Le risposte sono state a macchia di leopardo ma, la principale, quella da parte del Governo che più si attendevano, è stata deludente se non negativa: per loro la crisi “ufficialmente” non esiste. Niente di più falso e di contrario agli interessi del Paese. La crisi delle piccole e medie imprese agricole, della pesca e della trasformazione artigianale accelera investendo pericolosamente territori, comunità, cittadini e lavoratori. 
Per il COAPI, nato dalle mobilitazioni degli agricoltori contro la crisi è il tempo di mettere in campo una campagna generale che chiami l’intero Paese e le istituzioni a cambiare rotta guardando in faccia la crisi

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CNA e Altragricoltura rinnovano l’accordo

CNA Agroalimentare e Altragricoltura CSSA hanno rinnovato l’intesa in essere già da febbraio 2024. Nella sede di CNA Nazionale hanno sottoscritto un ulteriore accordo con l’intento di rafforzare ed estendere la collaborazione operativa dopo una fase sperimentale per offrire alle imprese, alle comunità e ai cittadini una proposta integrata fondata sulle competenze e le esperienze delle rispettive organizzazioni. Il rinnovo dell’intesa (che ha valore fino alla fine del 2027) è stato siglato da Francesca Petrini, presidente nazionale di CNA Agroalimentare e da Gianni Fabbris, segretario confederale di Altragricoltura CSSA.
“Siamo molto soddisfatti del rinnovo dell’accordo con Altragricoltura” ha sostenuto Petrini a margine dell’incontro. “La nostra collaborazione, avviata a febbraio dello scorso anno, è nata con l’obiettivo di sviluppare un percorso condiviso di analisi delle dinamiche economiche e sociali che caratterizzano il settore agroalimentare, valutando, in particolare, le esigenze delle imprese agricole, della pesca, di quelle artigiane e delle Pmi della trasformazione alimentare. Lo abbiamo fatto” ha proseguito la presidente di CNA Agroalimentare “attraverso incontri che si sono svolti in varie sedi territoriali e regionali della CNA con l’obiettivo di avviare una stabile collaborazione con i territori. Ed è stato anche grazie al prezioso contributo dei territori coinvolti che possiamo consolidarla”.
“La novità principale di questo rinnovo” ha sottolineato Fabbris “è la messa in campo di un progetto avanzato denominato Unione degli artigiani, dei pescatori e degli agricoltori (Uniapa) che avrà progetti tematici, di settore e territoriali affidati alla autonomia gestionale e operativa dei territori. Il Progetto si fonda sulla Sovranità Alimentare, l’Agroecologia, il protagonismo e la centralità della piccola e media impresa della filiera agroalimentare e sulla alleanza con i cittadini fruitori e i lavoratori del settore ripensando allo sviluppo del territorio a partire dalle sue caratteristiche locali e settoriali, alle filiere ed al cibo artigiano.

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UNIAPA, progetto strategico

Il modello imposto al sistema produttivo del Paese ha trasformato profondamente quello che rimane del tessuto della piccola e media impresa dell’agricoltura e della pesca rendendola totalmente subalterna agli interessi della GdO, della agroindustria e della speculazione finanziaria. Gli agricoltori sono spesso ridotti ad essere cottimisti totalmente dipendenti dalle piattaforme commerciali, senza autonomia decisionale su cosa e come produrre, se non materie prime secondo logiche non più legate ai territori ed alle loro specificità. Il modello della agricoltura e della pesca come reparto all’aperto della produzione industriale mina il diritto al cibo ed alla tutela ambientale. UNIAPA si propone un primo obiettivo strategico: promuovere e sviluppare i sistemi territoriali della piccola e media impresa del cibo. Per farlo occorre un progetto nuovo per la impresa che sappia parlare agli interessi generali del Paese.
Serve anche un Sindacato Nuovo che rompa con le logiche corporative e si proponga come Sindacato di Filiera, di territorio e di comunità.

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Nasce il Coordinamento Altragricoltura Sicilia

Il Movimento di Altragricoltura è presente in Sicilia da oltre venti anni. Una delegazione di agricoltori Siciliani ha partecipato a Genova alla mobilitazione contro il G8 nel 2001 all’atto costitutivo della prima rete organizzata con il Foro Contadino Altragricoltura e da allora, molte sono state le iniziative di movimento assunte per difendere gli agricoltori e i pescatori siciliani nella lunga crisi che ha coinvolto l’agroalimentare siciliano.
La Sicilia è, ora, il Primo dei Coordinamenti Regionali di Altragricoltura CSSA costituiti.
Tano Malannino (figura storica e presidente nazionale di Altragricoltura) assume la Presidenza Regionale. Ciccio Zizzo, pescatore dalla lunga esperienza sindacale nel settore assume l’incarico di segretario regionale mentre Turi Liuzzo, agricoltore e allevatore di Regalbuto, quello di tesoriere regionale.
Si vanno definendo, anche, gli incarichi organizzativi con Sebastiano Lombardo incaricato della Associazione Allevatori e l’agronomo Giorgio Iabichella di coordinare gli sportelli di assistenza.
Molti i compiti su cui il Coordinamento avvia i lavori a partire dalla sottoscrizione dell’accordo con la CNA Sicilia, l’apertura delle sedi entro la fine dell’anno, la convocazione dell’Assemblea degli iscritti in cui adottare il piano delle iniziative e dei progetti per affrontare la crisi dell’agricoltura siciliana ed eleggere i delegati alla Conferenza Nazionale di Ottobre. Intanto il Coordinamento prepara la Festa Regionale a Settembre.

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Altragricoltura Campania si organizza

Il Movimento di Altragricoltura è presente in Sicilia da oltre venti anni. Una delegazione di agricoltori Siciliani ha partecipato a Genova alla mobilitazione contro il G8 nel 2001 all’atto costitutivo della prima rete organizzata con il Foro Contadino Altragricoltura e da allora, molte sono state le iniziative di movimento assunte per difendere gli agricoltori e i pescatori siciliani nella lunga crisi che ha coinvolto l’agroalimentare siciliano.
La Sicilia è, ora, il Primo dei Coordinamenti Regionali di Altragricoltura CSSA costituiti.
Tano Malannino (figura storica e presidente nazionale di Altragricoltura) assume la Presidenza Regionale. Ciccio Zizzo, pescatore dalla lunga esperienza sindacale nel settore assume l’incarico di segretario regionale mentre Turi Liuzzo, agricoltore e allevatore di Regalbuto, quello di tesoriere regionale.
Si vanno definendo, anche, gli incarichi organizzativi con Sebastiano Lombardo incaricato della Associazione Allevatori e l’agronomo Giorgio Iabichella di coordinare gli sportelli di assistenza.
Molti i compiti su cui il Coordinamento avvia i lavori a partire dalla sottoscrizione dell’accordo con la CNA Sicilia, l’apertura delle sedi entro la fine dell’anno, la convocazione dell’Assemblea degli iscritti in cui adottare il piano delle iniziative e dei progetti per affrontare la crisi dell’agricoltura siciliana ed eleggere i delegati alla Conferenza Nazionale di Ottobre. Intanto il Coordinamento prepara la Festa Regionale a Settembre.

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La Federazione del Bio per l’Agroecologia

“Una via Agroecologica per la Sovranità Alimentare e per una Società Giusta L’autonomia e la libertà degli agricoltori biologici per salvare tutta l’agricoltura italiana”: questo il titolo del documento proposto come base del processo di costruzione della Federazione del Bio per l’Agroecologia, scritto dopo una lunga discussione e confronto nel Movimento di Altragricoltura.
Chiari gli obiettivi di fondo: superare le visioni del bio come mera certificazione tecnica di prodotto o come variabile delle produzioni agroindustriali per promuovere approcci agroecologici e restituire alla scelta del bio la forza della sua funzione sociale nell’interesse di tutta l’agricoltura.
Il Documento fissa 6 principi generali su cui ricomporre la visione agroecologica del Bio e richiama il documento proposto dal Movimento Internazionale di Via Campesina come riferimento ideale.
Dieci gli obiettivi posti al lavoro della Federazione del Bio (l’atto costitutivo è previsto per metà settembre) che si struttura come componente auto organizzata all’interno del sistema Confederale di Altragricoltura CSSA per organizzare direttamente le imprese agricole e, insieme alla CNA, nel progetto UNIAPA, l’intera filiera del Bio per cui si sta strutturando lo sportello Bio per l’assistenza alle imprese. La Direzione Nazionale ha proposto come coordinatore Maurizio Mazzariol, agricoltore Bio Toscano, fra i fondatori di Altragricoltura che, fra l’altro ha seguito da tempo il tavolo Bio al Ministero

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Gli allevatori Bufalini si preparano all’autunno

A partire dal 2021 Altragricoltura è intervenuta nella nuova fase della vertenza per difendere il Patrimonio Bufalino promuovendo la costituzione del Movimento Salviamo le Bufale di cui, insieme alle associazioni di base degli allevatori, alla CNA Nord Campania ed a decine di altre associazioni di società civile e sindacati, è stata componente.
L’obiettivo principale era di impedire che continuasse il massacro colpevole e strumentale di decine di migliaia di animali mentre le aziende chiudevano.
La vertenza aveva un obiettivo preciso: la nomina di un Commissario che, applicando norme ampiamente disattese, garantisse la soluzione delle zoonosi tutelando le aziende. L’obiettivo sanitario è stato raggiunto: il Commissario è stato nominato e la BRC a Caserta, dopo decenni, passa da una prevalenza del 19% a circa l’1%. Ora gli allevatori hanno nuovi problemi da affrontare: reddito delle aziende, prezzo del latte, aumento dei costi, tracciabilità della filiera, gestione trasparente del Consorzio di tutela, problemi ambientali.
Per poterli affrontare hanno imparato l’importanza di avere un progetto chiaro e un sindacato autonomo.
Una parte significativa di quanti hanno condotto la vertenza ha scelto di non delegare più e si sono costituiti nella Consulta Bufalina di Altragricoltura, sezione della Associazione Nazionale Pastori e Allevatori. In attesa dell’Assemblea ne ha assunto la Presidenza Salvatore Foglia, allevatore del Nord del Casertano da sempre impegnato nella difesa del comparto.

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La Scuola Contadina avvia il primo corso della Scuola Quadri Giovanni Brambilla

Giovanni Branbilla, allevatore di Lodi, è stato il primo Presidente Nazionale di Altragricoltura, alla sua memoria è intitolata la Scuola Quadri di Altragricoltura, una delle attività formative messe in campo in collaborazione con l’Associazione PerlaTerra.
A settembre si sviluppa il lavoro per avviare il primo seminario della Scuola Quadri, rivolto ai dirigenti ed ai militanti, con l’o obiettivo di formare la cultura e la consapevolezza della Sovranità Alimentare. Il seminario, online sulla piattaforma elearning della Associazione, è strutturato in quattro moduli formativi, ognuno di 2,5 ore e si concluderà con un modulo di verifica delle competenze acquisite. I partecipanti approfondiranno temi cruciali come la crisi del modello di globalizzazione, le strategie per la riforma agraria e il ruolo del sindacato nella promozione della Sovranità Alimentare. L’obiettivo è fornire strumenti pratici e teorici per gestire attività sindacali e sociali, difendere i diritti di produttori, cittadini e comunità.
Il corso stimolerà la condivisione di conoscenze e metodi tra i partecipanti, favorendo un clima collaborativo. Al termine verrà prodotta una dispensa divulgativa.

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La Rete dei Mercati e il Laboratorio per lo sviluppo

Diverse sono state le esperienze nel tempo della Rete Perlaterra. Fra queste, la collaborazione con la Rete NoCap per la produzione e la vendita di prodotti alimentari garantiti contro il caporalato, con Geofood Italia per il cibo di territorio, diversi progetti di valorizzazione territoriale.
Diverse sono le azioni in cui la Rete Perlaterra è attualmente impegnata:
– la promozione e la progettazione di reti e aggregazioni di impresa, di filiera e di territorio
– l’attivazione di uno sportello per l’orientamento all’agroecologicia
– l’organizzazione di seminari tecnici di supporto al Progetto Uniapa
– la costituzione di una Rete di Mercati contadini e artigiani
– la messa a punto di una “garanzia* sociale partecipata” in cui coinvolgere i produttori e i fruitori del cibo
La Rete, che è associata alla Confederazione, sta stipulando una serie di convenzioni con Enti e soggetti sociali ed ha in agenda la riunione organizzativa a settembre.

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L’accordo USA/UE sui dazi è contro gli agricoltori e i cittadini

Ancora una volta, la Commissione europea ha deciso di dare priorità agli interessi commerciali rispetto all’interesse generale dei cittadini europei. I dazi non sono l’aspetto più importante di questo accordo: con questo accordo, l’UE sta abbassando i suoi standard qualitativi per consentire ai prodotti statunitensi di entrare nell’UE. I prodotti alimentari e agricoli provenienti dagli USA sono realizzati con prodotti sanitari e fitosanitari vietati nell’UE (come il pollo al cloro o la carne con ormoni), OGM e residui chimici, e non richiedono un’etichettatura dettagliata (ingredienti, allergeni, origine, lingua locale), non hanno limiti rigorosi per quanto riguarda i residui di pesticidi, metalli, medicinali veterinari o l’uso di bromuro di metile e non sono soggetti a restrizioni per i trattamenti post raccolta con pesticidi specifici. Non vi sono divieti per BHA, BHT, bromato di potassio, alcuni aromi artificiali non approvati nell’UE, e i prodotti non rispettano gli standard UE in materia di bestiame, trasporto di animali e carne senza ormoni.
Come hanno dimostrato le proteste contro l’accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP), i consumatori europei non vogliono questi prodotti, ma preferiscono cibo sano proveniente da aziende agricole locali. Per il Coordinamento Europeo di Via Campesina, questo accordo è una introduzione del TTIP dalla porta di servizio! *Firmando questo accordo con Donald Trump, l’Unione Europea decide di proteggere gli attori industriali, in particolare del settore automobilistico, a scapito della salute dei consumatori, della occupazione e dei diritti umani. Sta ancora una volta utilizzando gli agricoltori e la qualità del cibo come merce di scambio, in totale violazione della propria legislazione. *La Commissione sta scegliendo di dare priorità alla militarizzazione, rinunciando alla capacità dell’UE di sfamare la propria popolazione. Ciò si riflette sia nella proposta di una nuova PAC presentata dalla Commissione Europea a luglio, che ne riduce il bilancio del 20% senza proporre alcuna misura di regolamentazione del mercato, sia nella testardaggine del Presidente della Commissione nel firmare numerosi accordi di libero scambio, come l’accordo UEMercosur.
Con la firma di questo e degli altri accordi di libero scambio, oltre a ridurre i bilanci della PAC, la Commissione Europea continua a tradire e ignorare gli agricoltori in un momento in cui hanno maggiormente bisogno di protezione e sostegno. Inoltre, la Commissione Europea sta spingendo l’UE verso un’economia orientata all’export a beneficio di multinazionali agroalimentari (principalmente americane) come Cargill, Bunge, JBS o Unilever. L’UE deve invece garantire la sovranità alimentare proteggendo il mercato interno, sostenendo l’agricoltura contadina, producendo cibo sano per il mercato interno e rafforzando le sue aree rurali.

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