Venerdì 21 Luglio 2017
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Le Marce

2005

2009

2015

Marciasud 2005

Marcia contro la crisi 2009

 Marcia per il Riscatto 2015

 

Molti movimenti contadini in diverse parti del mondo ed in diverse epoche hanno "marciato" uscendo dai campi e dalle aree rurali per mobilitarsi rivendicando i propri diritti. Marce dai modi, dai contenuti e dagli obiettivi naturalmente diversi ma tenute insieme dal filo comune di saper mobilitare energie e motivazioni altrimenti inibite o inespresse.

Fin dall'inizio del nostro percorso alla fine degli anni '90, abbiamo scelto di "metterci in marcia".

Per noi la marcia è il percorso dinamico che ci permette di  attraversare la trasformazione epocale che sta cambiando le nostre aree rurali e il modo come i cittadini vivono il rapporto con il cibo, l'alimentazione e il territorio.

E' l'inchiesta permanente condotta sul campo con cui interroghiamo e investighiamo la realtà delle nostre aree rurali.

La marcia è l'occasione  dell'incontro con e fra soggetti che conducono esperienze spesso separati fra di loro non solo fisicamente ma anche culturalmente, socialmente e politicamente. 

La marcia è il confronto sulle proposte che il movimento elabora e la verifica di quanto siano praticabili e capaci di costruire consenso per aggregare quanti vi si riconoscono.

La marcia è, anche, azione collettiva di mobilitazione sociale che punta ad incidere concretamente sulle decisioni politiche e sui comportamenti sociali riorganizzando interessi e finalizzandoli agli obiettivi del movimento.

La Marcia è, dunque, uno strumento permanente dell'iniziativa di Altragricoltura che viene preparata e curata lungo lo sviluppo delle iniziative per dispiegarsi concretamente periodicamente in funzione della maturazione degli obiettivi.

Tre sono le Marce messe in campo nel corso dei dieci anni fra il 2005 e il 2015.

La Marciasud per l'Altragricoltura, i Beni Comuni e la Sovranità alimentare si svolse nel maggio/giugno 2005 quando tre carovane attraversarono tutte le regioni meridionali incontrandosi a Bari, portando la proposta della Sovranità Alimentare come terreno comune su cui costruire la nuova rete di collegamento fra le diverse esperienze nelle campagne meridionali. Per la prima volta dopo molto tempo tutte le realtà contadine meridionali si incontrarono dando vita ad una fase che duro diversi anni di lavoro comune e i collegamento con il CNCA (Coordinamento Nazionale Comitati Agricoli) ed altre iniziative.

La Marcia contro la crisi che nel 2009, quando dopo una lunga fase di mobilitazioni in diverse aree del Paese, un centinaio di trattori si mossero via terra risalendo l'Italia meridionale e aggregando altri dalla Basilicata e dall'Abruzzo per arrivare quattro giorni dopo a Roma dove si svolsero nel giro di un mese due manifestazioni nazionali con circa diecimila persone contro la crisi agricola. La Marcia fu preparata da una serie di iniziative territoriali per cui 6 regioni dichiararono "lo stato di crisi socioeconomico della propria agricoltura" e chiesero al Governo di concordare con l'UE misure straordinarie anche in deroga per salvare le aziende agricole dalla crisi pesantissima che stava esplodendo.

La Marcia del Riscatto delle Comunità Rurali del 2015 ha alla base la mobilitazione contro l'IMU imposta dal governo alla fine del 2014. Una tassa illegittima e incostituzionale che ha messo in ginocchio molti comuni rurali italiani ma che, soprattutto, è diventata il simbolo di come la classe dirigente del Paese invece di affrontare la crisi che sta attanagliando vastissime aree rurali italiane, pensa solo a "fare cassa" senza restituire le condizioni per cui chi vive e lavora nei piccoli centri e nel rapporto con la terra possa avere una vita degna. La Marcia del Riscatto (che con due carovane attraversa tutta l'Italia producendo incontri, portando proposte e mobilitando con l'obiettivo di dare vita ad un ampio movimento di base di agricoltori, cittadini e sindaci), dopo essersi ricongiunta a Milano all'Expo con una manifestazione dal titolo "Te lo do io il Made in Italy" si conclude a Roma con una manifestazione popolare il 31 ottobre chiedendo al Governo il ritiro della tassa e l'apertura di una nuova fase per la salvaguardia delle comunità rurali.

 

2009 Caltanissetta - i trattori pronti a partire alla volta di Roma  nella Marcia Contro la Crisi

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LA MARCIA DEL SALE

In India, fra il 12 marzo e il 5 aprile 1930, convocata  dal Mahatma Gandhi, si tenne la Marcia del Sale che segnò l'inizio della fine del dominio britannico sul Paese.
La manifestazione si tenne contro la tassa sul sale, su cui vigeva un assoluto monopolio imperiale e si svolse per 24 giorni percorrendo a piedi 320 km  da Ahmedabad a Dandi, nello stato del Gujarat, sull'Oceano Indiano.

La sera prima della partenza, Gandhi parlò di fronte a migliaia di persone invitando, anche se quella probabilmente sarebbe stata l'ultima sua preghiera, a continuare a lottare senza mai ricorrere alla violenza.

Arrivato alle saline del Butan con migliaia di persone, Gandhi raccolse una manciata di sale direttamente sulla spiaggia. Era il segno simbolico della protesta contro la tassa ma, soprattutto, la ribellione contro l'oppressione inglese e l'affermazione della Sovranità e dell'indipendenza.

La polizia era presente sul posto per sedare la rivolta e si oppose all'avanzata dei manifestanti con duri colpi di sfollagente, ma i manifestanti continuarono ad andarle incontro, subendo i colpi senza reagire, subito sostituiti da altri quando cadevano.  Dopo un po' la polizia si arrese di fronte ad una fiumana di gente che continuava ad avanzare senza paura. Fu lo stesso comandante ad ammettere, a posteriori, il senso di impotenza di fronte a quella moltitudine, che coglieva impreparati gli agenti generalmente avvezzi a ben altro tipo di proteste popolari.

Per contrastare questa mobilitazione non violenta, il Governo inglese arrestò circa 60.000 indiani ma, alla fine, fu costretto a trattare anche per il clamore suscitato dalla Marcia, fu costretto a cedere ed a trattare. Fu l'inizio della fine del dominio britannico sull'India

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