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Alle organizzazioni, movimenti, uomini e donne
impegnati contro la crisi nelle aree rurali e per il diritto al cibo

Invito a partecipare il 29 Gennaio 2014 all'iniziativa a Roma contro la crisi rurale

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Care e Cari,


molte iniziative si stanno realizzando in questi anni per sconfiggere, invertire, superare la crisi in cui è precipitata l'agricoltura italiana. Iniziative diverse, di confronto, di lotta, di denuncia, di pratiche tese ad affermare e riconquistare il diritto a produrre, il senso profondo e riconosciuto socialmente di una nuova funzione per le nostre aziende agricole.

Per quanto diverse, tutte hanno avuto gli stessi avversari: le scelte sociali e politiche che hanno portato alla crisi, l'azione dura di chi sta lucrando sulla crisi (lobbies, usurai, speculatori, avvoltoi di vario genere, concentrazioni commerciali e finanziarie, ecc. ) e le organizzazioni professionali storiche che, completamente delegittimate nella loro funzione di rappresentanza, continuano a mantenere lo status quo ad unico vantaggio della loro gestione delle quote di potere e degli interessi finanziari che ancora conservano.

Mentre la crisi precipita e viene pagata con prezzi sempre più alti da quanti lavorano lavora la terra, espropriati del diritto a produrre ed al reddito, e da tutti i cittadini,sempre più esclusi dal diritto dell'accesso al cibo sicuro, scippati del diritto a scegliere e indeboliti per le condizioni ambientali e del territorio, abbiamo il dovere di trovare le ragioni del nostro stare insieme per dare efficacia ai nostri sforzi.

Noi, che siamo al tempo stesso movimento di lotta, rete di pratiche e luogo/laboratorio della rifondazione della rappresentanza sindacale, abbiamo assunto come nostro orizzonte quello della costruzione di una società in cui i rapporti sociali ed economici fra produttori e cittadini sia fondato sulla Sovranità Alimentare ovvero sul diritto di tutti i popoli di scegliere e determinare il proprio modello di produzione, distribuzione e consumo degli alimenti. A base della nostra azione poniamo tre obiettivi principali: quello del cambio delle scelte politiche europee, nazionali e regionali che ci tengono nella crisi, quella di dare promuovere e sostenere pratiche concrete di agricoltura sociale, di relazione positiva sulla produzione, gestione delle terre, consumo del cibo e dei servizi e funzioni collegate, quella di conquistare il diritto garantito costituzionalmente alla libertà di rappresentanza e tutela sindacale.

Sappiamo di essere parte di un movimento ampio alimentato, seppur in maniera contraddittoria, da tante esperienze diverse che in questi anni si vanno conducendo e non abbiamo alcuna velleità di pensare che tutto si possa risolvere nel modo come noi pensiamo si debba e si possa fare; al contrario, crediamo che sia decisiva la capacità che avremo di dare vita a nuove e più avanzate alleanze per cambiare i rapporti di forza sociali e politici che vedono oggi la grande questione agraria, del cibo e della tutela del territorio relegata a piccola questione specialistica e marginale che non merita le risposte e l'attenzione e strategica che invece deve avere negli interessi non solo di chi vive del lavoro della terra ma dell'intero Paese.

A questo obiettivo dobbiamo porre ogni attenzione ed investire ogni sforzo. Proprio nel momento in cui più grande è la sensibilità della società sulle questioni alla base delle nostre iniziative e più grande la distanza e l'incapacità delle sedicenti organizzazioni ufficiali di interpretare i nuovi bisogni della società se non riusciremo a rendere efficaci il nostro lavoro e le nostre lotte, avremo noi stessi la responsabilità ed il peso del fallimento. Per riuscire dobbiamo urgentemente superare i molti limiti che vivono in molte delle nostre iniziative; il minoritarismo,la testimonialità, il settarismo, l'autoreferenza e, soprattutto, comprendere che la crisi è figlia diretta delle scelte politiche e sociali che la hanno determinata. Il fallimento nelle campagne è espressione diretta del modello di società imposto dal capitalismo neoliberista della globalizzazione dai tratti sempre più brutali e antipopolari.

A base del nostro agire, dunque, deve essere la costruzione di programmi, proposte, orizzonti ideali e processi materiali che cambino le scelte e gli indirizzi che hanno imposto la crisi sociale, economica, ambientale e di democrazia che investe tutta la società e lascia le aree rurali sempre più povere e deboli.Servono, in una parola, le alternative alle politiche europee, nazionali e regionali dentro cui sia possibile rilanciare e sostenere le pratiche sociali, culturali ed economiche base per l'altra agricoltura di cui abbiamo bisogno.

Nel temo in cui l'Europa, il nostro Governo Nazionale e quelli regionali scelgono di poter fare a meno dei propri agricoltori svuotando la nostra agricoltura di funzioni produttive per farla diventare un grande mercato di consumo e di speculazione finanziaria, abbiamo l'obbligo di ricostruire la forza necessaria a cambiare un destino che, altrimenti, è certamente segnato: quello della desertificazione delle nostre campagne e di un'agricoltura devastata in cui, al massimo, possa sopravvivere qualche nicchia marginale per chi può permettersi di comprare il cibo a caro prezzo.

Dobbiamo intensificare le relazioni fra i tanti che esprimono pensiero, proposte e pratiche critiche a questo disegno, superando particolarismi, egoismi e la difesa di piccole rendite di posizione per ricostruire una forza capace di mettere insieme l'agire positivo con la proposta di riforma e che sappia rappresentare e tutelare gli interessi di agricoltori e cittadini che vi si riconoscono.

Noi il 29 Gennaio 2014 saremo a Roma per una giornata di impegno e lotta. La mattina porteremo delegazioni di agricoltori di diverse regioni italiane delle aree di crisi insieme alle Fondazioni Antiusura nell'Udienza Pontificia in Piazza San Pietro per gridare e testimoniare il volto della crisi che con l'indebitamento sta uccidendo la condizione di tanta parte di famiglie agricole nelle campagne. Il pomeriggio ci troveremo nella sede del Parlamento Europeo a Roma per tenere un'assemblea di lotta e mobilitazione in cui lanceremo le nostre proposte di modifica delle scelte agricole europee e nazionali ed in cui presenteremo la possibile piattaforma per uscire dalla crisi al Governo Nazionale.

Vi invitiamo ad essere con noi il 29 Gennaio a Roma, di essere la mattina in San Pietro e nell'assemblea del pomeriggio per confrontarci e discutere e provare ad avanzare nell'unità necessaria a farci vincere la battaglia per un futuro degno dell'agricoltura.

Il direttivo di Altragricoltura

 

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