OSSERVAZIONI SINTETICHE CIRCA IL DOCUMENTO 4° CONGRESSO ALTRAGRICOLTURA

Forum di discussione sul documento proposto per la IV Assemblea di Altragricoltura
Sezione di discussione della proposta di Risoluzione/documento finale da mettere ai voti dell'assemblea
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Lino.Martone
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OSSERVAZIONI SINTETICHE CIRCA IL DOCUMENTO 4° CONGRESSO ALTRAGRICOLTURA

Messaggio da Lino.Martone » lun mag 14, 2018 7:40 pm

OSSERVAZIONI SINTETICHE CIRCA IL DOCUMENTO 4° CONGRESSO ALTRAGRICOLTURA

1)Nell’introduzione non ci si deve limitare solo alla ricostituzione e celebrazione di quanto fatto nascere 20 anni addietro; è opportuno e necessario individuare e analizzare anche i limiti,le avversità del sistema, gli eventuali errori compiuti. I limiti dovuti anche all’eccessiva presenza e tendenza al formarsi di gruppi corporativi e municipalisti che poi non sono stati in grado di liberarsi del monopolio sui servizi comunitari e fiscali delle Confederazioni in blocco. Altre presenze riferite agli agricoltori, alimentate da organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti, hanno solo svolto e svolgono una funzione relativa alla gestione dei servizi per mantenere loro apparati. Non di secondo ordine i limiti e le difficoltà in conseguenza dell’allontanamento del pensiero politico di sinistra dalla conoscenza della “Questione Agraria”, cosa,per’altro, tutt’ora presente.

2)Ovviamente la SOVRANITA’ ALIMENTARE non è un obiettivo nazionalista solo italiano, ma perseguita in Europa e nel Mondo. Una Sovranità fondata sul rispetto della diversità ambientale, produttiva, territoriale, pertanto si fonda sulla LIBERTA’ DI SCAMBIO NELLA DIVERSITA’ PRODUTTIVA, liberando i singoli Paesi da quote produttive imposte e ridando ai singoli Paesi la libertà di una propria autonoma politica agraria.

3)Altragricoltura, dalla fine del 900 certo ha aperto un processo teso a superare e uscire dal blocco sociale tra governo e organizzazioni ufficiali. Un blocco sociale che però a differenza degli anni 50 non si fondava più sul ruolo della Federconsorzi e Consorzi Agrari avviati verso il fallimento. Un nuovo Blocco fondato sulla gestione delle risorse e decisioni Comunitarie; l’allargamento di presenza a tutte le ufficiali organizzazioni agricole negli Enti come Camere di Commercio, Comitati INPS, Consorzi di Bonifica e nello stesso CNEL ridotto a spartizione di gettoni di presenza. La pratica cancellazione della Sinistra Politica organizzata, nei fatti annulla l’idea di alternativa a Coldiretti e Confagricoltura nata con l’Alleanza dei Contadini, nonostante lo sforzo iniziale di Avolio di dichiarare guerra alle quote produttive europee, Attualmente, addirittura, siamo in presenza di un coordinamento nazionale con Confagricoltura e CIA assieme ma a solo scopo di competere nella spartizione contro Coldiretti.

4)Il nuovo possibile Blocco Sociale Alternativo e Democratico, non può basarsi soltanto su una nuova Organizzazione Agricola di massa.
In tutta Italia quanti esercitano l’attività di azienda agricola regolarmente iscritta negli elenchi delle Camere di Commercio, non superano le 900.000 unità.
Ci sono anche piccolissimi agricoltori che fanno doppia attività e non risultano; per avere un numero più corrispondente alla realtà occorre ricorre al numero di pratiche CEE presso AGEA.
IL NUOVO BLOCCO SOCIALE DEMOCRATICO, fondato sulla Sovranità Alimentare, va costruito con una alleanza specifica e storica tra agricoltori, cittadini delle Comunità Rurali e i Comuni Rurali.

5)Bene la sottolineatura strategica della CONTRATTAZIONE INTERPROFESSIONALE, ma essa va collegata all’ideazione e costruzione di SINDACATI AGRICOLI DI SETTORE, superando l’attuale blocco sociale e di potere che alle sue fondamenta ha le Associazioni di Prodotto, cosi come disciplinate dalle regole Comunitarie recepite nella legislazione italiana. Molto spesso, attualmente, queste associazioni sono il prodotto di intermediari e gruppi di affare che funzionano a mazzetta e con rapporti clientelari con la trasformazione.

6)Mi permetto di osservare che non vedo una logica coerente tra la sottolineatura del concetto di fondo, COSTITUENTE, e poi in immediato collegamento si nomina Liberi Agricoltori.
La Costituente, se vogliamo continuare a mantenere questo nome, si evidenzia come una fase e una scelta politica che tende a mettere assieme tutte le espressioni alternative e autonome, consapevoli di rompere l’attuale blocco di potere.
In tal contesto, è opportuno un documento parallelo che si sottoscrive con LIBERI AGRICOLTORI, individuata quale sindacato autonomo che diventa una prima scelta strategica nel quadro della Costituente, a cui si proclama l’allargamento delle adesioni e si assume quale rappresentante sindacale nelle sedi istituzionali, si concorda la formazione degli uffici e organi dirigenziali e delegano tutte le funzioni dei servizi fiscali, previdenziali, comunitari e progettuali di azienda. Parimenti, con tale impostazione, si individuano e si aggregano nella Costituente tutte le altre espressioni quali la rete dei municipi rurali,Riscatto,ecc.
Con tale quadro è chiaro che Altragricoltura viene individuata come l’anima politica-sociale per guidare questa fase Costituente sino a suo totale compimento.
Ovviamente così inquadrata poi la Costituente dovrà avere un nome finale, quale? Oltre a definire lo schema organizzativo. Una Costituente non può essere tale a vita.
ALTRO VERSANTE ha poi il ragionamento e il documento finale se CONGIUNTAMENTE, il21-22 e 23 Altragricoltura e Liberi Agricoltori insieme danno vita alla Fase COSTITUENTE, che comunque dovrà avere un percorso e una fase finale.
Nell’uno e nell’altro caso è ovvio che Liberi Agricoltori non può essere nominata nello Statuto del 4° Congresso; ribadisco che l’intesa unitaria delle due Organizzazioni va annotata in un documento congiunto e a parte.

7)Nella giusta sottolineatura del concetto di Sovranità Alimentare, a base dell’avvio della Costituente, vi è appunto l’identificazione di un nuovo rapporto tra agricoltura e cittadini rurali , consumatori e comuni rurali; di conseguenza è più logico nominare le organizzazioni a base comunale CASA DELL’AGRICOLTURA O DEL TERRITORIO, non CASA DEGLI AGRICOLTORI.

8)Nelle proposte strategiche e rivendicative ne indico una per me pregiudiziale ai tempi di oggi: LA RICOSTITUZIONE DEGLI UFFICI DI COLLOCAMENTO AGRICOLO A LIVELLO COMUNALE O INTERCOMUNALE, mettendo fine alla ridicola e inutile funzione degli uffici per l’impiego. Gli uffici di Collocamento possono contribuire non poco a sottrarre la manodopera agricola dalla camorra e dagli intermediari sfruttatori, sottraendo anche i coltivatori dai rischi penali a cui sono esposti e garantendo una via veloce, chiara, efficiente per acquisire manodopera agricola. Nella riorganizzazione dei collocamenti si immagini anche quale nuovo lavoro di conoscenza e organizzativo può essere messo in atto.
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